SPIRITUALITA'

Visita ai cimiteri: la tradizione della sofferenza.

La visita ai cimiteri va fatta con serenità. Nessuna passione di sofferenza deve turbare un luogo sacro ove riposano i nostri congiunti. Ossia, la “materia” dei nostir congiunti.

Le tradizioni che hanno il compito di assicurare la spiritualità e la sacralità dello personalità umana e dello Spirito. Per lungo tempo hanno dato adito a supposizioni, errori e menzogne nel campo religioso. Che passano poi, senza modificarli, di generazione in generazione. E ‘contro il piano dell’evoluzione divina, e quindi anche contro ogni ulteriore evoluzione spirituale. Essa è negativa e serve solo al nemico di Dio.

Una delle tradizioni più importanti , la visita ai cimiteri, ( la tradizione della sofferenza) è il considerare il corpo umano, cioè la materia, come la personalità. L’Io cosciente, che proviene dal nulla e ritorna di nuovo al nulla. L’Anima, invece, che è il vero IO, la vera personalità ed individualità. Che da sola, senza il corpo, sopravvive coscientemente. Perché proviene da Dio ed esiste in eterno. – La si considera uno spettro e derisa come una macchietta.

(Visita ai cimiteri: la tradizione della sofferenza).

IL GRANDE SPIRITO DI DIO.

Il corpo morto, che serviva prima come strumento dell’anima, si onora fanaticamente, e lo si porta più o meno in pompa all’ultima dimora. Poi si erige un monumento con delle iscrizioni completamente errate. Che creano un culto di cimiteri e morti che sminuisce la creazione, mentre il Grande Spirito di Dio viene offeso.

( Visita ai cimiteri. le tradizioni della sofferenza)

Quello che avviene dei corpi di milioni di uomini, donne e bambini innocenti durante le guerre ed altre catastrofi, vi è certamente noto. Strano! Qui non siete affatto così precisi. Questo parla da solo.

Non esiste una ragione che giustifichi le tristissime funzioni funebri, collegate con terribili strazi spirituali. Con conseguenti danni psicologici. Che qualche volta finiscono persino con il suicidio dei superstiti. I cosiddetti “morti” continuano a vivere spiritualmente, sono molto attivi e si occupano volentieri della vita terrestre.

I vostri cimiteri, con infinite file di tombe, sono testimoni della completa sofferenza. Dell’uso sbagliato della fiducia verso Dio e verso l’immortalità, uno scherno della santa reincarnazione e dell’IO umano. Essi sono un’enorme, macabra documentazione di un errore che produce nel mondo delle situazioni terribili.

(Visita ai cimiteri. Le tradizioni della sofferenza).

UNA CONSUETUDINE SBAGLIATA.

Nessun Anima, anche se positiva solo in minima parte, ha interesse per la propria cenere o per la decomposizione del corpo fisico. E tanto meno per la permanenza vicino alla tomba, in un cimitero pieno di tristezza e disperazione. Noi non possiamo capire questa assurdità da parte di uomini cosiddetti intelligenti. È troppo assurdo!

Riteniamo quindi che per una consuetudine sbagliata familiari e amici costretti a visitare le tombe. Perché credono che sia là il posto dove si può pensare meglio ai cari “defunti”.

È certamente meglio porre una fotografia del congiunto accanto a un vaso di fiori. La preghiera è invece molto importante. Ma sulla Terra non vi si dà ancora un gran peso, si seguono piuttosto desideri illogici. Alla popolazione mondiale si nascondono ingiustamente dei grandi beni cui avrebbe diritto. Quindi non c’è da meravigliarsi che tutti desiderino essere ricchi per poter godere dei tesori della Terra. Tutto ciò rovina sempre di più l’umanità.

Ma c’è anche un’altra verità che bisogna conoscere: non tutte le anime dopo la disincarnazione staccano subito dal piano denso. Tutto dipende dalla evoluzione raggiunta nel corso della vita o delle vite. Vediamo cosa ci espone un Entele nel suo messaggio al medium:

L’ANIMA INVOLUTA.

Vi è l’individuo involuto che nell’ ora del trapasso si lagna, si duole di dover staccarsi dalla Terra che tante gioie gli aveva concesse. E il corpo, già strumento di vizio, di odio, di vendetta, attrae ancora l’anima involuta. Nei cimiteri aleggiano molte, moltissime Anime involute. Che ivi rimangono talvolta, malgrado i richiami di Legge ( Guide), per arbitrio, anche per secoli. Poi la Legge interviene violentemente e l’espiazione è molto dura, perché allora non vi è più un involucro che costringe, che coarta l’anima. Ma è l’anima stessa che si è inabissata ancorchè staccata dalla materia.

D: “ Nelle visite ai cimiteri si impone alle anime di scendere in quel momento?”

R: “Formate attrazione. Se l’Anima oltre il limite è già nei piani evolutivi superiori, allora l’anima proietta energie. Voi sentite la vostra ansia placata, il vostro affanno lenito prima di quel tempo che voi avevate immaginato. Se l’Anima appartiene alle Biotesi del Risveglio e del Rimorso, Essa scende, si lega, non ha parole, ma potenza tipica. Sa il vostro affanno e questo non fa altro che assommare le due angosce. Quelle dell’incarnato che geme sulla tomba e quella del disincarnato che soffre per il dolore del superstite terreno.

 

D: “ Perchè spesso si ha un’inspiegabile riluttanza a visitare i cimiteri?

ENTITA’ DI BASSO GRADO SPIRITUALE.

R: “ Si tratta di forte sensibilità. Nei cimiteri si ammassano entità di basso grado spirituale: vampiri, anime imperfette, spesso suicidi e attaccate alle forme cadaveriche. I sacerdoti per liberare questi luoghi dalle forze occulte, ad intervalli, benedicono. NON E’ NECESSARIO VISITARE I CIMITERI PER RICORDARE I TRAPASSATI. Andate all’aperto, in faccia al Sole e dite. “Signore, Tu che sei la Vita, accogli il mio pensiero per tutti quelli che sono vivi in Te”.

D: “ Le preghiere che si dicono per i ‘morti’, in comunità, hanno un valore?”

R: “ Le preghiere hanno un valore quando, sgorgando dal cuore, raggiungono il Padre. Non la giaculatoria, ma la vibrazione di un’angoscia, di un dolore, di un desiderio, di un dono. “ Padre, raccogli ogni mia energia e fa che essa vada a raggiungere coloro che oltre il finito sono in evoluzione!”. Cioè sono sottoposti al movimento di Giustizia Divina. Ciò che vale è questo donare. questo togliere a se stessi delle energie per se stesse necessarie, questa rinuncia. Non la prece mormorata a fior di labbro e ripetuta insistentemente. Non così si onorano i Trapassati, ma proiettando verso essi un pensiero gioioso. Un pensiero fidente, una volontà di donare, di aiutare, di collaborare con l’assente. Così come l’assente proietta verso voi e su di voi delle energie a voi ignote che vi sostengono”.

Tratto dal libro “Scintille dall’Infinito”.

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