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ANTROPOLOGIA

Vegetarianismo una pratica antica: dai Neanderthal erbivori ad oggi.

“Il buon cibo è una celebrazione della vita, e mi sembra assurdo che nel celebrare la vita si debba togliere la via a un altro essere”. – Anna Tbinasm. Anche se il numero dei vegetariani è ancora relativamente piccolo in tutto il mondo, da vari studi antropologici si denota il vegetarianismo una pratica antica. Infatti gli antropologi ritengono che molti dei nostri antenati, dai Neanderthal erbivori ai filosofi greci fino ad oggi, molti dei nostri antenati fossero vegetariani.

Mentre in precedenza si pensava che i Neanderthal mangiassero principalmente carne, un articolo di una rivista scientifica del 2012 ci spiega che il materiale vegetale rappresentava gran parte della loro dieta. Certo, i nostri antenati umani mangiavano carne, ma spesso era difficile e pericolosa la caccia. Quindi, si affidavano al cibo immobile ( vegetazione ) come sostentamento

. Ciò non vuol dire che gli umani non avessero bisogno di carne. Uno studio del 2012, basato sull’osservazione dei crani, ha concluso che l’evoluzione umana sia avvenuta solo con una dieta ad alto contenuto energetico. Quindi il solo uso di vegetali non avrebbe portato l’uomo a nessuna evoluzione fisica. Un rapporto del 2016 su “Nature” ha confermato che gli esseri umani hanno bisogno di carne per evolversi. ( uno studio molto opinabile, penserà qualcuno).

(Vegetarianismo una pratica  antica: dai Neanderthal erbivori ad oggi).

INDIETRO NEL TEMPO…

Se andiamo indietro nel tempo, 4000 anni fa, gli umani iniziarono a scegliere di non mangiare carne. La dieta degli antichi egizi, secondo una recente scoperta, si basava principalmente su grano ed orzo coltivato, piuttosto che su pesce e carne. Questo potrebbe essere sorprendente considerata la vicinanza della civiltà al Nilo. Ma i ricercatori teorizzano che ciò fosse per motivi religiosi. Mucche, montoni, maiali e oche ( per non parlare dei gatti, animale sacro in Egitto tutt’oggi), erano considerati sacri. ( leggi anche ” il gatto nella storia tra mito e simbologia)

Non solo gli egiziani dell’epoca mangiavano raramente carne ( solo durante le feste e le occasioni speciali), ma disapprovavano proprio l’uso di qualsiasi carne animale.

Un millennio dopo, anche la spiritualità ebbe un ruolo nella scelta di un gruppo di greci di non mangiare carne.

PITAGORA FU IL PRIMO ATTIVISTA PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI.

Il matematico e filosofo Pitagora il fu il primo attivista per i diritti degli animali ( Sì, famoso il suo triangolo) probabilmente aderiva una dieta vegetariana ( la dieta pitagorica) rigorosa e ispirò un seguito impegnato.

Credendo che tutti gli esseri viventi avessero un’anima e fossero capaci di scelte etiche, Pitagora considerava sbagliato trattare qualsiasi animale in modo diverso da come si tratta un essere umano. Ci sono storie leggendarie su di lui che impediva a un uomo di picchiare il suo cane perchè il cane era “un vecchio amico”. Convincere qualcuno a rilasciare il pesce pescato di nuovo nel fiume o in mare. Pitagora pensava che se uno era giusto nei confronti di un animale, allora dovevano pensare che fosse “più ingiusto ed illegale uccidere un uomo o intraprendere una guerra”.

( Vegetarianismo una pratica antica: dai Neanderthal erbivori ad oggi).

EVOLUZIONE DEL VEGETARIANISMO NEI SECOLI.

Dopo i greci e i romani, post Pitagora, i vegetariani furono definiti “pitagorici”. l’evoluzione del vegetarianismo nei secoli si evidenzia soprattutto nei personaggi famosi. Col passare dei decenni molti intellettuali famosi hanno aderito alla “dieta pitagorica”, come Ben Franklin, lo scrittore Lev Tolstoj e l’autrice di “Piccole donne” Louisa May Alcott. Secondo l’etimologia la parola “vegetariano” è nata con la formazione della Vegetarian Society in Inghilterra nel 1847. Tre anni dopo la “American Vegetarian Society si formò a New York city. Ai primi incontri parteciparono molti importanti progressisti americani dell’epoca, la giornalista Lucy Stone, l’abolizionista Horace Greeley e la suffragetta Susan B. Anthony. (leggi anche : “Tolstoj sostenitore del vegetarianismo“).

Nel secolo successivo, il vegetarianismo operò ai margini della società, e stranamente al passo con il movimento eugenetico. Il drammaturgo vincitore del premio Nobel George Barnard Show, appassionato di eugenetica, era un noto vegetariano. Così era John Kellog, l’inventore dei fiocchi di mais e sostenitore di una vita sana; anche molto interessato alla eugenetica. I medici promotori dell’eugenetica dell’epoca dicevano che il vegetarianismo è un modo per non inquinare la razza umana.

Nel 1947 fu lanciato l’American Vegetarian Party che nominò candidati alla presidenza fino al 1964. il loro primo candidato fu un medico naturopata di Chicago di nome John Maxwell. Sfortunatamente era nato in Inghilterra e quindi non candidabile alla presidenza degli Stati Uniti.

( Vegetarianismo una pratica antica: dai Neanderthal erbivori ad oggi).

UNA DIETA ETICA E MORALE CON BENEFICI PER ‘AMBIENTE

Nel 1971, la studentessa Frances Moore Lappe ha scritto un libro poi di grande successo: “ Diet for a small Planet”. Ed è spesso accreditato per aver portato il vegetarianismo nel mainstream. Promuovendo una dieta etica e morale con benefici per ‘ambiente.

La Moore fa anche un argomento pratico su come si limita l’impatto umano sull’ambiente. Sulla scia dell’incredibile ‘Primavera silenziosa’ di Rachel Carson, il libro e la dieta che ha promosso hanno portato consapevolezza ad una vasta gamma di persone, molto più ampia rispetto a prima.

Quarant’anni dopo, non è solo il vegetarianismo che continua ad avere seguito fedele, ma anche le sue varianti più rigorose. In Inghilterra, ad esempio, il numero dei vegani è aumentato del 360% in un decennio. Sembra che ciò che è vecchio sia di nuovo attuale e sempre più persone stanno tornando alla dieta dei nostri primi antenati, i Neanderthal erbivori.

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