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ANTROPOLOGIA

Una nuova stagione economica: l’alba di cambiamenti imminenti.

 

 

 

Siamo oggi albori di una nuova stagione economica . Questo è sempre più evidente. Il futuro del genere umano e gli aspetti della prossima civiltà sono imprevedibili. È l’alba di cambiamenti imminenti e sono di così vasta portata, che i vecchi valori economici e la consueta vita familiare sono destinati a scomparire.

Molte condizioni saranno profondamente mutate, come la distribuzione del carbone e del petrolio, per l’illuminazione, il riscaldamento e i trasporti. Poiché, forse, in futuro queste risorse planetarie non saranno più richieste.

Da ciò deriveranno due problemi principali – uno di carattere immediato e l’altro si presenterà più tardi. Primo: i grossi interessi finanziari legati ai prodotti che la nuova energia sostituirà inevitabilmente, lotteranno fino all’ultimo per impedire che di queste ricchezze beneficino altri. Secondo: la liberazione dal lungo e faticoso lavoro che oggi occorre per guadagnare di che vivere.

Il primo problema è del capitale, l’altro del lavoro; quello riguarda il predominio dell’interesse puramente egoistico che per tanto tempo ha dominato l’umanità. L’altro è il problema del tempo libero e del suo costruttivo. L’uno concerne la civiltà nell’era nuova, l’altro la cultura e l’impiego del tempo in modo creativo.

È inutile profetizzare gli usi ai quali potrà essere o sarà dedicata la più potente energia finora scoperta (atomica). Il suo primo effetto fu di porre fine alla guerra ( da come ci raccontano). Quelli futuri sono nelle mani scienza e dovrebbero essere controllati dagli uomini di buona volontà, presenti in tutte le nazioni. Questa energia deve essere salvaguardata dagli interessi monetari, deve essere impiegata esclusivamente per usi di pace e per realizzare un mondo nuovo e felice. ( leggi anche: ” La nuova Era dell’Acquario, l’età dell’oro”)

 

(Una nuova stagione economica: l’alba di cambiamenti imminenti ).

 

LA FUTURA SICUREZZA DELL’UMANITA’.

 

Un campo interamente inusitato si apre alla scienza, dove da tempo essa desidera penetrare. Nelle mani della scienza. Questa nuova potenza è di gran lunga più al sicuro che in quelle del capitale o di chi vorrebbe sfruttarla per accrescere i dividendi. Nelle mani delle grandi democrazie e delle nazioni anglosassoni e scandinave, questa scoperta è più al sicuro che in altre. Però esse non potranno tenerla per sempre. Altri paesi e popolo stanno scoprendola, e la futura sicurezza dell’umanità dipenderà perciò: .

 

1 Dalla costante e ordinata educazione generale ai giusti rapporti umani e dallo spirito di buona volontà. Ciò porterà allo sconvolgimento degli attuali regimi politici, i cui progetti sono soprattutto nazionali e perseguono fini egoistici. La vera democrazia, che per ora è solo un sogno, sarà fondata sull’educazione alla buona volontà.

2 Dall’educazione dei fanciulli all’idea dell’unità umana e dall’uso delle risorse mondiali per il bene comune.

Alcuni Stati, per la molteplicità delle razze che li compongono, sono normalmente più inclusivi degli altri, nei loro pensieri e progetti. Sono più disposti a pensare in termini dell’umanità come un tutto. ( leggi anche : Il miraggio della democrazia nell’era del nuovo ordine mondiale).

 

(Una nuova stagione economica: l’alba di cambiamenti imminenti).

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LA RELAZIONE TRA CAPITALE E LAVORO.

 

Per realizzare le condizioni più felici, occorrono adattamenti e cambiamenti fondamentali. Altrimenti non ci sarà speranza di pace. La relazione tra capitale e lavoro, e fra entrambi e l’umanità, deve trovare soluzione. È un problema familiare a tutti, che suscita pregiudizi e partigianerie violente. E nel clamore di quanto si afferma e nella violenza della battaglia, sarà utile studiare questo soggetto in senso generale. Badando ai valori spirituali che emergono.

Prima di tutto bisogna riconoscere la causa del  turbamento mondiale, delle guerre che hanno devastato l’umanità e della miseria così diffusa. Ciò si può attribuire in gran parte a un gruppo di uomini egoisti che per secoli hanno sfruttato le masse utilizzando il lavoro umano ai fini materialistici.

Dai baroni feudali del Medioevo, ai potenti gruppi finanziari dell’era vittoriana, fino al pungo di capitalisti – nazionali ed internazionali – che oggi controllano le risorse planetarie. Il sistema capitalista si è affermato e ha gettato il mondo in rovina. Questo gruppo si è impadronito delle risorse e dei generi di consumo necessari alla vita civile. Lo ha potuto fare in quanto possedeva e controllava le ricchezze, che teneva saldamente nelle mani.

Ha dato vita alle enormi sperequazioni fra ricchi e poveri, ama il denaro e il suo potere ha sostenuto governi e politici, si è imposto all’elettorato, ha reso possibili le meschine politiche nazionalistiche. Ha finanziato imprese mondiali e controllato il petrolio, il carbone, l’energia e i trasporti. Dirige, palesemente o in segreto, le attività bancarie.

La responsabilità della miseria, diffusa oggi ovunque, grava su certi grandi gruppi di affaristi, banchieri, monopolisti, amministratori di immense società. Non hanno interesse a beneficiare il pubblico. Se non in quanto la richiesta di migliori condizioni di vita li mette in grado – per la legge di domanda e offerta – di fornire merci, trasporti, luce ed energia, con loro maggiori proventi finanziari.

 

(Una nuova stagione economica; l’alba di cambiamenti imminenti).

 

LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO UMANO E DEL PIANETA.

 

Lo sfruttamento del lavoro umano e del pianeta, la manipolazione delle principali risorse planetarie e il ricorso alla guerra per profitto privato o commerciale sono le caratteristiche dei loro metodi.

Questi uomini e organizzazioni – responsabili del sistema capitalistico – sono presenti in ogni nazione. Le ramificazioni del loro dominio finanziario agivano, prima del conflitto, in ogni paese. E, sebbene durante la guerra si siano occultate, esistono tuttora. Sono un gruppo internazionale di uomini in strette relazioni, che operano in perfetta unità di idee e di intenti. Poiché si conoscono e comprendono reciprocamente.

Appartengono alle Nazioni alleate e alle potenze dell’Asse; hanno operato insieme prima e durante la guerra mediante ingegnosi sistemi. Con nomi falsi e organizzazioni fasulle, in ciò favoriti dalla particolare mentalità dei paesi neutrali.

Nonostante il disastro che hanno causato sono di nuovo organizzati e persistono nei loro metodi. Le loro relazioni internazionali permangono, dominano la politica.  Comprano uomini eminenti in ogni nazione, si assicurano il silenzio con le minacce, il denaro e la paura. Ammassano ricchezze e acquistano spuria popolarità con imprese filantropiche; le loro famiglie godono di tutti gli agi e di rado godono il lavoro, ordinato da Dio. Si circondano di bellezza, lusso e possessi e chiudono gli occhi alla povertà, alla infelicità, alla penuria di ogni genere, alla inedia e alla miseria degli uomini in mezzo a cui vivono.

Fanno beneficenza e osservano i doveri come balsamo per le loro coscienze ( o per ipocrisia – aggiungo io) o per evitare le tasse del reddito. Forniscono lavoro a migliaia di persone, ma badano che il salario sia tanto modesto da non consentire loro né agiatezza né cultura. SFRUTTAMENTO A TUTTO TONDO.

 

(Una nuova stagione economica: l’alba di cambiamenti imminenti).

 

 

UNA LEGITTIMA IRREQUIETEZZA CRESCENTE.

 

Questo è un terribile atto di accusa che – mille volte confermata – fomenta una legittima irrequietezza crescente, madre di ogni ribellione. In ogni paese le masse si sollevano, si svegliano, e un nuovo giorno albeggia. Si inizia la guerra fra gli interessi egoistici monetari e le moltitudini umane che chiedono giustizia e perequazione delle ricchezze del mondo.

Ma alcuni esistono, nel sistema capitalistico, che sono consapevoli del pericolo che corrono quegli interessi, di una legittima irrequietezza crescente. E che per natura pensano in modo più ampio e umanitario. Questi uomini si dividono in due gruppi principali.

 

Primo, quelli che sono veri spiriti benefici, che cercano il bene altrui e non desiderano sfruttare le masse o trarre profitto dalla loro miseria. Hanno posizione e potere grazie alla loro abilità o per eredità. E non possono evitare la responsabilità dei denari che sono nelle loro mani. Frequentemente sono bloccati dai loro colleghi, e intralciati dalle regole del gioco, dalla responsabilità verso gli azionisti. E perchè ritengono che qualunque cosa facciano – lottare o rassegnarsi – la situazione non cambi. Sono perciò relativamente deboli. Sono leali, modesti e gentili, vivono con semplicità e con giusto senso dei valori, ma possono fare poco. ( leggi anche: Generazione indaco e cristallo )

Secondo, quelli che sono abbastanza intelligenti da capire i segni dei tempi. Si rendono conto che il capitalismo non può perpetuarsi di fronte alle crescenti richieste dell’umanità e al continuo emergere di valori spirituali. Perciò cominciano a cambiare i loro metodi e iniziano a collaborare con i dipendenti.

Il loro inerente egoismo favorisce questo cambiamento, l’istinto di auto-conservazione ne determina gli atteggiamenti. Alcuni poi non appartengono né all’uno né all’altro gruppo; sono un campo aperto sia per la propaganda del capitalista che dell’umanitario altruista.

 

EGOISMO A TUTTI I LIVELLI.

(Una nuova stagione economica: l’alba di cambiamenti imminenti).

 

È bene aggiungere che l’egoismo si trova a tutti i livelli, anche nelle piccole misure. Nel droghiere, nell’idraulico, nel merciaio – quando sfruttano i dipendenti e ingannano i clienti ( è una questione di coscienza). È contro l’egoismo e l’amore del potere in genere, che occorre lottare. Però la guerra ha agito come un purgante. Ha aperto gli occhi sulle cause del conflitto: povertà favorita dallo sfruttamento delle risorse del pianeta da parte di un gruppo internazionale di uomini egoisti e ambiziosi. ( leggi anche: Esaltazione della personalità: egoismo e orgoglio).

 

Alice Baley ha scritto i suoi libri tra il 1919 e il 1949, vivendo entrambe le guerre e il dopo. Attualmente, stiamo vivendo un’altra guerra: sanitaria, economica, monetaria, energetica, e i valori egoistici, massonici dell’èlite non sono cambiati. Dobbiamo essere noi, popolo dal basso a promuovere una spinta di coscienza, un risveglio, prima individuale e poi collettivo, e smantellare il sistema satanico che ci sta opprimendo.

Se dopo le due guerre l’umanità ha avuto l’input per “svegliarsi” e studiare, osservare la vera realtà, ma non ci è riuscita, sarà questa attuale occasione opportuna per cambiare la situazione? Non abbiamo scelta: o si cambia o si rimane schiavi. Non aspettiamoci che qualcuno venga dallo spazio infinito a liberarci, la libertà ce la dobbiamo conquistare noi, passo per passo, attraverso un atto di volontà forzato dalla disperazione. Così deve essere, non c’è più tempo, ora tocca a noi.

 

( Tratto da un testo di  Alice Baley:  “I problemi dell’umanità”

 

 

 

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