SPIRITUALITA'

RESURREZIONE E ASCENSIONE: differenza concettuale.


PRIMA di tutto bisogna sapere di che cosa si parla e valutare bene le parole. Bisogna, come raccomandava Confucio, precisare i termini. (Resurrezione e Ascensione: differenza concettuale)

 

L’immediata Resurrezione si oppone a resurrezione alla fine dei tempi, a resurrezione dell’Ultimo Giorno.

Resurrezione: la parola stessa si presta alla confusione. Lascia supporre che qualcosa è morto e, per una specie di prodigio, è tornato in vita, alla vita terrena si intende. In tal caso, resurrezione significherebbe rianimazione di un cadavere, come nel caso del fratello di Marte e Maria, Lazzaro, la cui decomposizione era già cominciata. ( Resurrezione e ascensione; differenza concettuale)

Tre parole latine sono l’origine di questa parola:

  • Resurrectio: azione di alzarsi, di svegliarsi;
  • resuscito: raddrizzare, ricostruire;
  • resurgo: rialzarsi.

La parola greca ANASTASIS evoca la stessa idea. Ed è altrettanto ricca di significati:

azione di alzarsi dopo il sonno, azione di rialzarsi dopo una caduta; azione di allontanarsi, di uscire e, parlando di popoli, di masse d’uomini: emigrazione, partenza, esodo.

Svegliarsi, alzarsi, allontanarsi, partire… E’ proprio quello che succede al momento della morte. L’uomo- spirito si risveglia, si alza dal proprio corpo di carne, si allontana, esce dalla sua casa, parte per il mondo invisibile, invisibile ai nostri occhi ma divenuto visibile per lui. Entra in un nuovo stato: la sopravvivenza, che sarebbe più giusto chiamare la SUPER VIVENZA. ( Resurrezione e ascensione; differenza concettuale)

I Vangeli presentano i due tipi di resurrezione, senza rapporto l’uno con l’altro:

1 – La Resurrezione di Lazzaro, amico di Gesù, fenomeno rarissimo, spettacolare, miracoloso, soprannaturale, talmente straordinario che il Figlio di Dio l’operò solo tre volte: si tratta, in questo caso, del ritorno del corpo fisico nel mondo fisico.

2 – Resurrezione del Lazzaro della parabola del ricco Epulione. Questa volta si tratta della resurrezione immediata; fenomeno generale, ordinario, naturale, tanto naturale e universale quanto la nascita, e incontestabile come il Sole che ci illumina.

Resurrezione immediata: ingresso del corpo spirituale nel mondo spirituale. Corpo spirituale e resurrezione sono intimamente uniti. Se si nega il primo, si nega anche la seconda; ma anche negandola, non si potrà impedire che si produca.

Bisogna mettersi in testa che la resurrezione immediata riguarda tutti gli uomini, anche quelli che non credono in essa; anche i tanti popoli non cristiani. (Resurrezione e ascensione: differenza concettuale)

IL CONCETTO DI RESURREZIONE NON COMINCIA CON L’ERA CRISTIANA

Inoltre, essa ha riguardato già tutte le generazioni che, dalla preistoria, si sono succedute sulla Terra: la resurrezione non comincia con l’Era Cristiana. Molti cristiani hanno l’ingenuità di credere che l’uomo risusciterà solo dopo la venuta del Signore. Il responsabile è Paolo, che dichiara:

  1. A causa di un uomo verrà anche la resurrezione dei morti ( 1Cor. 15,21);
  2. Cristo è stato costituito Figlio di Dio mediante la resurrezione dei morti ( Rm 1,4);
  3. Cristo è il primogenito di coloro che resuscitano dai morti (Col 1, 18).

Primogenito è un’espressione che va presa nel senso di un primato e non in senso cronologico. Osiride, il dio benevolo, era stato salutato, migliaia di anni prima, con questo titolo: primogenito dei morti.

Sarebbe un’offesa alla gloria e all’amore di Dio immaginare che Egli avrebbe atteso milioni di secoli prima di accordarci la vita eterna. Cristo non ha inaugurato la vita eterna, ma l’ha messa in primo piano. L’apostolo Paolo lo dice chiaramente: “ Ha fatto risplendere la vita eterna e l’immortalità ( l’incorruttibilità) per mezzo del Vangelo” ( 2 Tim. 1,10).

in breve, Paolo ha messo in evidenza delle realtà che esistevano prima di lui, ma che erano confuse per i suoi contemporanei e soprattutto per i suoi correligionari.

(…) Per designare la resurrezione fin dal primo istante, io proporrei: ASCENSIONE. Benchè il termine sia riservato al Cristo, è legittimo parlare di ascensione per ciò che ci riguarda. La sua vita fu visibile, la nostra non lo sarà. Tuttavia, se i nostri occhi spirituali fossero “aperti” si vedrebbero le ascensioni umane, si vedrebbe la moltitudine di anime salire dalla Terra; come dopo un temporale si vedono dei vapori alzarsi al di sopra del suolo, saturo di pioggia. Ma i vapori non hanno forma, si dissolvono, mentre il corpo spirituale è qualcosa di organico, di costituito; gli atomi spirituali restano raggruppati intorno a uno schema umano.

San Giovanni ha avuto la visione globale di questi sciami di anime trasparenti che salgono verso Dio e li chiama “mare di vetro”, simile al cristallo”.

TRANSIZIONE E PASSAGGIO.

Per tradurre questi fatti bene reali, abbiamo solo simboli e parole: alcuni sono più esatti di altri, come, ad esempio, transizione. I transitati nel Medio Evo erano quelli che erano passati dall’altra parte. Si chiamavano anche ‘Trapassati’, passati all’Altra Riva.

Il simbolo della barca, del traghettatore e del passeggero è carico di significati. Nella barca – dico bene, la barca, non la nave che ha una stiva dove si ammucchiano bauli e valigie – il passeggero che fa rotta sull’Altra Sponda non porta niente con sé, niente di materiale. Tutto l’avere è perduto, tutto l’essere è conservato. Il viaggiatore senza bagagli ha cambiato paese, non personalità. Ha conservato i propri ricordi, i sentimenti, gli amori, i rancori, le proprie idee, perfino i propri pregiudizi. Le sue provviste di viaggio sono tutte di ordine spirituale e intellettuale. (Resurrezione e ascensione; differenza concettuale)

Dunque, PASSAGGIO è il termine migliore per designare la coppia morte/resurrezione, l’una e l’altra inseparabili quanto il recto e il verso di un foglio, di una medaglia.

La parola RESURREZIONE, che riempie il N.Testamento, è ignorata dall’Antico, ma il fatto è menzionato nella sua parte greca, precisamente nel Libro della Sapienza il cui versetto 3 ha inizio:

LE ANIME DEI GIUSTI.

1- le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà;

2- Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro partenza da questo mondo fu ritenuta sciagura;

3 -La partenza da noi, una rovina, ma essi sono nella pace.

4 – Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità;

5 – per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé;

6 – Li ha saggiati come oro nel crogiolo e li ha graditi come un sacrificio di olocausto.

7 – Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille tra le canne correranno qua e là.

CI SONO MOLTE COSE IN QUESTI SETTE VERSETTI: prima di tutto la concezione così errata e diffusa, anche tra i Cristiani, che la morte è una punizione e un salto nel nulla. Ma , soprattutto, c’è tutto quello che vogliamo sapere sulla vita eterna. Si allude ai sette temi essenziali: corpo celeste, soggiorno di purificazione, giudizio, felicità, radiosità, libertà.

SOGGIORNO DI PURIFICAZIONE

I corpi celesti qui sono chiamati anime, come nell’Apocalisse, e queste anime dei giusti sono nelle mani di Dio, cioè sotto la Sua protezione e la Sua diretta autorità. Il soggiorno di purificazione è chiamato qui “breve pena”, leggera correzione, prova.

Come un sacrificio di olocausto, tutte le impurità sono scomparse, tutte le scorie sono state bruciate. Sul fondo del crogiolo rimane solo l’oro: il corpo celeste. Il giudizio è chiamato qui esame: nel tempo in cui siamo esaminati, il giudice giusto leggerà nel libro della loro vita. La felicità, che segue la purificazione e il giudizio, è iniziata con la fine di ogni sofferenza: “ Nessun tormento li toccherà”. Sono liberati da tutti i mali un tempo collegati al loro corpo fisico….

LO SPLEDORE E’ IL PIU’ALTO GRADO DI LUCE.

La radiosità, o stato incorruttibile, è chiamata GLORIA nelle Scritture: essi risplenderanno. Lo splendore è il più alto grado della luce, poiché la luce è lo stato più puro dell’energia, di cui la materia è la stato più denso.

Nell’ultimo versetto i due concetti di luce e velocità sono curiosamente uniti: “ Risplenderanno e, come scintille tra le canne, correranno qua e là”.

La Libertà non è qui il potere di fare qualcosa, non importa come, ma la facoltà per gli Spiriti benefici di portarsi immediatamente, a una velocità pari a quella del pensiero, in qualunque luogo di questo mondo o dell’altro, là dove è necessario soccorrere quelli ch cercano…..”…

Tratto dal libro “ NEI MONDI SOTTILI” di

Jean Prieur.

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