la verità assoluta, divina
SPIRITUALITA'

Relativismo umano e Verità assoluta (Divina).

Davanti ai misteri della vita e della metafisica certamente il corretto atteggiamento da seguire è il ragionevole dubbio. ( Il Relativismo umano e  verità assoluta sono in netta contrapposizione). Ma allo stesso tempo è necessaria sufficiente umiltà mentale per ricevere ciò che è inaspettato. Ciò che è nuovo, la “Magia”. Una mente analitica, uno spirito critico, un cuore intuitivo ed un’anima in costante attenzione ed aperta alla rivelazione. Ed ovviamente molto buonsenso e assenza di estremismi, sono le condizioni necessarie e positive per percorrere il sentiero verso la “Verità“.

L’approssimazione alla Verità è sempre progressiva. Possiamo raggiungere una determinata verità ma ci sarà sempre una “causa” superiore ad essa, ci sarà sempre una verità superiore che aspetta di essere scoperta. Rimaniamo pertanto “vigili” ed “aperti” ad una nuova e più ampia rivelazione. Le piccole verità sono necessarie per erigere verità più grandi. Le verità a metà sono anche verità; tutto dipende, naturalmente, dal punto di comprensione raggiunto. L’interesse per la scienza è uno dei primi impulsi che sente l’uomo intelligente per decifrare il mistero o la causa delle cose. Qui di seguito si esporrà in forma di storia simbolica il senso del progressivo avvicinamento a diversi stadi di “verità“.

L’INTERESSE PER LA SCIENZA.

” Al principio, per l’uomo che incominciava a sentire l’interesse per la scienza ma era privo degli strumenti necessari. Per esempio, ad investigare una pietra. Essa era ai suoi occhi niente altro che una semplice pietra, qualcosa di più o meno grande, rugoso e con qualche tonalità cromatica. Tuttavia, non contento di questo studio, e a causa della sua tensione scientifica, egli perfezionò strumenti che gli permettessero di vedere un po’ oltre lo stato puramente solido. Qualcosa che lo avvicinasse un po’ di più a quella parte Esoterica ed occulta, che ancora non percepiva. Con tempo e sforzo perfezionò una lente.

Quella lente gli aprì le porte di un’altra realtà, di una dimensione fino ad allora sconosciuta, nascosta. E si rese conto che quella semplice pietra non era ormai tanto semplice poichè era composta di differenti sostanze chimiche. Ma non soddisfatto da quel nuovo studio, continuò ad investigare e perfezionò quella lente penetrando un po’ di più in quella nuova dimensione. Fino ad allora nascosta alla sua percezione e scoprì che quelle sostanze chimiche erano a loro volta composte da particelle ancora più piccole chiamate atomi. Con i loro rispettivi neutroni, protoni ed elettroni che si muovevano ad una velocità straordinaria.

MA POI UN UOMO DI NOME EINSTEIN …

Quest’uomo di nome Einstein affermò che tutto è “energia“, la materia è energia condensata. E l’energia pura è una sostanza materiale molto sottile e non visibile ai nostri sensi di percezione ordinari. Questa conoscenza era ciò che da tempo tutti i Grandi Maestri e saggi dell’antichità insegnavano. Lo scienziato continua oggi ad investigare e quello che ancora non ha scoperto. Continua ad essere considerato “esoterico” per lui fino a che, in un futuro non lontano, scoprirà la vita. Lo Spirito e la Ragione di Essere di quell’apparente semplice pietra.

Per lo studente esoterico, un passo oltre la scienza ordinaria, la “pietra” verrebbe ad essere un “Pensiero Divino” mantenuto nella “Mente” del Creatore. Poichè capiamo che Egli esiste dietro tutta la Creazione, nel fondo dell’esistenza stessa. Solo che Egli è in realtà noi stessi e tutta la diversità manifesta poichè nell’Uno si fonde tutto.

IL PENSIERO CREATIVO.

E poichè l’energia è tutto, così pure il vasaio modella il fango e crea un’infinità di figure e forme. Ma tutto è “illusione” poichè tutte le forme e figure non sono altro che fango, energia in essenza. Elemento “uno” ed universale che è sostanza di ogni elemento. Ciò che cambia è il pensiero creativo, la volontà di modellare il fango, l’energia della vita. E questa “Grande Volontà” la chiamiamo in differenti maniere, secondo la nostra cultura e tradizione: Padre, Creatore, Dio, Divinità, Uno, Logos, ecc.

Tuttavia esistono due classi di “verità“, quella umana e quella essenziale, divina. C’è la verità relativa riguardo a quello che l’essere umano ha inventato e classificato. e la verità tale quale è, in ultima essenza, alla radice delle cose, oltre qualunque cavillo intellettuale o speculazione razionale. Le verità umane sono transitorie. Quello che oggi crediamo quadrato domani potrebbe essere rotondo, come è accaduto per esempio, per la teoria che affermava che la Terra era piana o rotonda. O per la teoria per cui nell’antichità si pensava che era lo Spirito che facesse vivere l’uomo. E che le vene , le arterie e gli altri organi non avessero niente a che vedere con la vita. Molta gente morì per tali concezioni.

COSTANTE CAMBIAMENTO E VERITA’ IN DIVENIRE.

Pertanto l’essere umano vive in costante cambiamento e in verità in divenire. Ma dobbiamo comprendere che questo non è un male bensì è naturale. Il problema viene quando alcuni credono di aver già raggiunto lo zenit, il massimo, l’ultima verità, e su ciò edificano il loro Tempio. In quel momento le loro menti si chiudono, si cristallizzano, poichè secondo loro non c’è più niente da scoprire. E fanno di un granello di sabbia una montagna. Non hanno imparato la lezione del passato, del tempo e della relatività di tutte le cose materiali.

Ma per un buon studioso sia di scienza che di metafisica, l’umiltà di imparare è la chiave e la comprensione intuitiva di maggiori spazi di “verità”. Questa  deve essere l’acqua tonica dei suoi sforzi nell’interminabile ricerca mossa da quella inquietudine innata in ogni essere intelligente. Che aspira a maggior sicurezza per vivere liberamente e con totale creatività ed amore.

ESPERIENZA DIRETTA, IMPLOSIONE RIVELATRICE.

La “Verità” in nessun modo è un’esperienza diretta, trasferibile e comunicabile. E’ un’implosione rivelatrice, una percezione spontanea ed istantanea senza intermediari. Un’espansione dell’Essere Interno impossibile da descrivere. Ed anche così neanche possiamo immaginare o intuire quello che è. Tutto quello che pensiamo al riguardo sarà una barriera che ostacolerà la sperimentazione. A questo riguardo le parole del venerabile Buddha sono per noi illuminatrici.

” Non dobbiamo credere nelle cose dette, semplicemente perchè furono dette.  Nè nelle tradizioni, solo perchè sono state trasmesse dall’antichità. O nelle dicerie; nè negli scritti dei saggi. Perchè provengono da loro. Non dobbiamo credere nelle fantasie che si suppone siano state inspirate da un DEVA ( angelo). Cioè da una supposta inspirazone spirituale. Neanche nelle deduzioni basate su alcuna supposizione casuale. Non in quello che sembra essere logica di analogia. O nella mera autorità dei nostri istruttori o maestri. Ma dobbiamo credere quando quello scritto, la dottrina o ciò che è detto sia corroborato dalla nostra ragione e Coscienza. Per questo motivo, insegna a non credere a quello che gli individui sentono dire, ma quando infine credano coscientemente, agiscano in accordo e pienamente”.

L’ESPERIENZA DIRETTA DELLA REALTA’ DIVINA.

Coloro che pensano che la Verità si trovi nella loro “Bibbia”, nei loro testi sacri, credono che nei loro libri siano contenute le “Parole di Dio”. E solo nei loro libri, non in quelli degli altri, naturalmente. Vogliono avere l’esclusiva dell’Ineffabile, dell’Assoluto, ma in verità essi sono vittime dei loro stessi dogmatismi e difficilmente potranno sperimentare la Verità. Perchè non è la Parola di Dio la Voce che esce da questi testi, certamente la Sua voce non è la stessa cosa di una pagina scritta.. Certamente esiste molta saggezza nei testi sacri di tutte le religioni del mondo. Ma è anche certo che tutto è interpretabile e pertanto facile da confondere nella sua interpretazione. L’esperienza diretta di questa realtà divina, quando è vissuta pienamente, non è interpretabile.

Perchè la Verità, tanto chiara e nitida da superare ogni immaginazione, è difficilmente così riproducibile da poter essere comunicata agli altri. Per questa ragione, tanto il Maestro Gesù come suo fratello il Maestro Buddha risposero allo stesso modo con il “SILENZIO”. Indubbiamente sperimentarono la Verità. Come molti altri iniziati, Maestri, Illuminati, Mistici e discepoli di tutte le epoche e di tutte le provenienze. Ma come esprimerla in forma tale che altri potessero percepirla? Impossibile con le parole! Per questa ragione il silenzio è il miglior Maestro per sperimentare direttamente il Mistero della Vita in tutti i piani e dimensioni possibili. Perchè il Silenzio si alza al di sopra dei rumori e mormorii del pano fisico. E ci permette di percepire il sottile, l’etereo, la Voce dell’anima, che vive nella realtà.

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