la triplicità dell'uomo..
SPIRITUALITA'

Le tre entità dell’uomo: corpo, Anima, Spirito.

l’uomo si ricollega continuamente, in triplicità, con gli oggetti del mondo. Egli ha tre aspetti nel suo essere. Le tre entità dell’uomo che possiamo designare con tre parole : CORPO, ANIMA, SPIRITO. Con tali parole voglio solo indicare questi tre aspetti della natura umana, e per ora niente altro. Chi connettesse qualche idea preconcetta o qualche ipotesi con quelle tre parole. Correrebbe rischio di mal comprendere quanto sto per esporre nel seguito.

Per corpo qui intendo ciò per mezzo cui all’uomo sono rivelati gli oggetti che lo circondano. Con la parola Anima voglio indicare ciò, per mezzo di cui l’uomo collega gli oggetti con la propria esistenza. E risente da essi piacere o dispiacere, desiderio o repulsione, gioia o dolore. Per Spirito intendo ciò che si rivela entro l’uomo, quando guarda gli oggetti. Secondo l’espressione usata da Goethe, “ come un essere quasi divino”. In questo senso, dunque, l’uomo è costituito da Corpo, Anima, Spirito.

Mediante il proprio corpo l’uomo può mettersi momentaneamente in rapporto con gli oggetti. Con la sua Anima egli conserva le impressioni che questi gli hanno fatto. Mediante lo Spirito gli si rivela l’intimo contenuto degli oggetti stessi. Soltanto considerando l’uomo da questi tre lati si può sperare di giungere alla conoscenza del suo essere. Perché questi tre lati lo dimostrano imparentato con il resto del mondo in triplice maniera.

( Le tre entità dell’uomo: corpo, Anima, Spirito)

CONTEMPLARE L’ESISTENZA DELL’ANIMA.

Mediante il proprio corpo l’uomo è in relazione con gli oggetti che si palesano dal di fuori dei suoi sensi. Gli elementi del mondo esterno costituiscono questo suo corpo, e le forze esterne operano pure in esso. Come egli contempla gli oggetti esteriori con i propri sensi, così può contemplare, con i medesimi, anche la sua esistenza fisica. Ma gli è impossibile di contemplare con gli stessi mezzi l’esistenza dell’anima. Mentre con i sensi fisici posso percepire qualsiasi processo fisico. Tali sensi non rendono capaci né altri né me di percepire entro di me il piacere o il dispiacere, le gioie e i dolori.

Mentre la vita fisica dell’uomo è manifesta agli occhi di tutti, la vita dell’anima è un campo inaccessibile alla percezione fisica. L’uomo la porta dentro di sé come un mondo suo proprio. Attraverso lo Spirito il mondo esterno si manifesta all’uomo in un modo superiore. E’ vero che nella sua interiorità gli si rivelano i misteri del mondo esteriore. Ma egli nello Spirito, per così dire, esce di sé, e lascia che gli oggetti gli parlino di se stessi. Di ciò che ha importanza non per lui ma per loro. Così, quando un uomo contempla la volta stellata del cielo, appartengono a lui la gioia e l’ammirazione provata. Ma le leggi eterne delle stelle che egli comprende nel pensiero, nello Spirito, non appartengono a lui, bensì alle stelle stesse. Così l’uomo è cittadino di tre mondi.

Mediante il suo corpo fisico, egli appartiene a quel mondo che percepisce per mezzo di quel corpo stesso. Per mezzo dell’anima egli si costruisce il suo proprio mondo. Per mezzo del suo Spirito gli si manifesta un mondo che è superiore agli altri due.

È evidente che si potrà acquisire una chiara visione di quei tre mondi, e della parte che vi prende l’uomo. Solamente esaminandoli in tre modi differenti, poiché essi sono così essenzialmente diversi.

(Le tre entità dell’uomo: corpo, Anima, spirito)

IL CORPO FISICO DELL’UOMO.

Il corpo fisico dell’uomo può essere conosciuto mediante i sensi fisici. E il modo di esaminarlo non può essere diverso da quello con cui si impara a conoscere altri oggetti percepibili con i sensi. Come si esaminano i minerali, le piante e gli animali, così si può anche esaminare l’uomo.

Egli è imparentato con queste tre forme di esistenza.  Costruisce, come i minerali, il proprio corpo con materie della Natura. Come le piante, egli cresce e si riproduce.  E come gli animali infine è analogo perché come essi percepisce gli oggetti che lo circondano. E basandosi sulle impressioni che ne riceve, forma le sue esperienze interiori. Si può quindi attribuire all’uomo un’esistenza minerale, vegetale ed animale.

La differenza nella struttura dei minerali, dei vegetali e degli animali corrisponde alle tre forme della loro esistenza. Ed è appunto questa struttura e forma che è percepita dai sensi

, e che sola può essere chiamata “corpo”. Il corpo umano però è diverso da quello animale – e ciò deve esser riconosciuto da tutti. Qualunque sia l’unione che si abbia sulla parentela fra l’uomo e gli animali. Anche il materialista più convinto, che nega tutto ciò che ha da fare con l’anima. Non potrà fare a meno di sottoscrivere la seguente sentenza pronunciata da Garus nel suo “Organon der Natur und des Geistes”: “ E’ vero che la struttura più intima del sistema nervoso. E soprattutto del cervello è tuttora un problema insoluto per i fisiologi e gli anatomici. Ma è tuttavia un fatto assolutamente stabilito che la complessità di quegli organi, accrescendosi continuamente nella serie animale. Raggiunge nell’uomo un grado tale, che non ha riscontro in alcun altro organismo.

(le tre entità dell’uomo: Corpo, Anima, Spirito)

FONDAMENTALE PER LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA.

Questo fatto è della più grande importanza per lo sviluppo della intelligenza nell’uomo. E possiamo dire addirittura, che ne dà già una spiegazione sufficiente. Dove il cervello è insufficientemente sviluppato, dove la sua piccolezza ed imperfezione si manifestano. Come nei microcefali e nelle creature deficitarie, è cosa evidente che non si potrà parlare della manifestazione di idee originali e di cognizioni. Nella stessa guisa che da un uomo che abbia gli organi generativi completamente atrofizzati. Non si potrà aspettare la riproduzione della specie. La struttura normale, vigorosa e bella di tutto il corpo umano e del cervello in particolare. Non potrà certamente sostituire il genio, ma darà per sicuro la prima e più indispensabile condizione per la possibilità di cognizioni superiori”.

Come si attribuiscono al corpo umano le tre forme di esistenza minerale, vegetale e animale. Così gli si deve ancor attribuire una forma di esistenza particolare, quella umana. Mediante la sua forma di esistenza minerale l’uomo è imparentato con tutto ciò che è visibile. Mediante quella vegetale, con tutti gli esseri che crescono e si riproducono. Attraverso quella animale, con tutti gli esseri che percepiscono l’ambiente circostante. E che formano esperienze interiori basate su impressioni esteriori. Ma in conseguenza della sua “vita umana”, egli forma un Regno a sé, anche soltanto dal punto di vista fisico.

( Le tre entità dell’uomo: corpo, Anima, Spirito)

L’anima un mondo interiore proprio.

L’anima dell’uomo differisce, dal di lui corpo, perché ha un mondo interiore  proprio. E questa proprietà ci riesce evidente, non appena dirigiamo l’attenzione anche sulla più semplice sensazione. Prima di tutto nessuno può sapere. Se un altro percepisce una tale semplice sensazione nell’identico preciso modo in cui egli la percepisce. È noto che vi sono delle persone che non percepiscono i colori ( Daltonismo completo) e perciò vedono gli oggetti solamente con una tinta grigia di diversa intensità.

Altri, che sono soltanto parzialmente affetti da Daltonismo, non sono capaci di distinguere determinati colori. Per tutti l’immagine del mondo , come è data dai loro occhi, è affatto diversa da quella degli uomini normali. Lo stesso vale più o meno per gli altri sensi. E senz’altro già da questo si rende evidente che anche la più semplice sensazione appartiene al “ mondo interiore”. Posso percepire con i miei occhi un tavolo rosso che anche un altro può percepire. Ma non mi è possibile percepire la sensazione del rosso che ha quell’altra persona.

Perciò dobbiamo considerare la sensazione come fenomeno animico. E se ci rendiamo ben conto di questo fatto, dovremo subito smettere di considerare le esperienze interiori come semplici processi cerebrali. O via dicendo. Immediatamente alla sensazione segue il sentimento, gradevole o sgradevole, secondo il caso. Si tratta di moti della vita interiore animica dell’uomo. Egli aggiunge con i propri sentimenti un secondo mondo a quello che dal di fuori agisce su di lui.-

A questo poi si aggiunge ancora una terza cosa – la volontà. Mediante questa, l’uomo reagisce verso il mondo esterno. Ed imprime a questo la sua propria essenza interna. Nelle azioni volitive, l’anima dell’uomo si effonde, per modo di dire, verso l’esterno. Le azioni dell’uomo si distinguono dai fatti che avvengono nella natura esterna. Appunto perché portano l’impronta della sua vita interiore. Così l’anima dell’uomo si contrappone, come cosa a lui propria, al mondo esterno. Egli riceve gli stimoli dal mondo di fuori. Ma in conformità di questi, si forma un mondo proprio. La corporeità serve di base all’essere animico dell’uomo.

(Le tre entità dell’uomo: corpo, anima, spirito)

LA VITA DELL’ANIMA NELL’UOMO.

La vita dell’anima nell’uomo però non è determinata soltanto dal suo corpo fisico. Egli non vaga, senza direzione e mèta, da un’impressione dei sensi all’altra. Né agisce sotto l’impressione di qualsiasi stimolo trasmessogli dal di fuori o dai processi fisiologici del proprio corpo. Invece egli riflette sulle proprie percezioni e sulle proprie azioni. Con la riflessione sulle prime acquista delle cognizioni sugli oggetti esterni. E mediante la riflessione sulle proprie azioni porta un nesso razionale in tutta la sua vita.

l’uomo sa di adempiere degnamente il suo compito di uomo soltanto quando si lascia guidare, tanto nelle sue cognizioni di quanto nelle sue azioni, da pensieri giusti. L’anima dell’uomo quindi si trova in presenza di una doppia necessità. Cioè è regolata dalle leggi dettate dal corpo per necessità naturale. Invece dalle leggi che la guidano al giusto pensare, si lascia regolare perché spontaneamente ne riconosce la necessità.

(Le tre entità dell’uomo: corpo, anima, spirito)

L’ORDINE SPIRITUALE.

Alle leggi del ricambio materiale l’uomo è assoggettato alla Natura; alle leggi del pensiero invece egli si sottomette da sé. Con questo l’uomo acquista la pertinenza a un ordine più elevato di quello a cui appartiene per il proprio corpo. E quest’ordine è l’ordine spirituale. Quanto differisce il corpo dall’anima, altrettanto questa differisce a sua volta dallo Spirito. Finché si parla soltanto delle molecole di idrogeno, azoto, carbonio, ossigeno. Che si agitano entro il corpo umano, naturalmente non si tratta dell’anima. La vita di questa principia soltanto là dove, entro quel ricambio, comincia la sensazione. Quando cioè l’uomo si dice “ Sento un sapore dolce” o “ provo un piacere”. Parimenti, non si tratta dello Spirito, finché si contemplano soltanto le esperienze animiche. Che l’uomo sperimenta quando si abbandona interamente al mondo esterno e alla vita del corpo.

La vita animica è piuttosto la base per la vita dello Spirito, esattamente come la vita del corpo è la base per quella dell’anima. Del corpo fisico si occupa il naturalista. Dell’anima lo psicologo e dello Spirito lo studioso delle cose spirituali. Coloro che vogliono acquistare col pensiero la conoscenza della natura dell’uomo, devono porsi come primo problema quello di rendersi ben conto. Mediante riflessione sul proprio sé, della dimostrazione fra Corpo, Anima, Spirito.

TEOSOFIA- LA FILOSOFIA ESOTERICA O SCIENZA DELLO SPIRITO.

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