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FILOSOFIA

La via della retta ragione e la Legge Naturale in Tommaso d’Aquino.

La via della retta ragione e la Legge Naturale in Tommaso d’Aquino.

All’interno della sintesi che San Tommaso realizzò tra il pensiero di Aristotele e la Tradizione Cristiana, c’è l’armonizzazione tra ragione e rivelazione. Una percezione della Legge Naturale indica una destinazione soprannaturale e il bene sociale si giustifica solo in vista della fine perenne.

Tommaso D’Aquino afferma l’incondizionata superiorità del potere dei papi sul governo politico e il sommo bene non si può realizzare solo nell’ordine temporale. Egli ha intrapreso una sintesi tra il pensiero di Aristotele e la fede cristiana rivelata nella Scrittura. I cui tratti più sorprendenti rappresentano un’eredità di indiscutibile forza.: nel campo della Filosofia del diritto, con la sua teoria del diritto naturale.

Con l’obiettivo di armonizzare ragione e rivelazione in una visione del mondo che ha Dio come fine ultimo, il suo pensiero ha generato l’idea che la via della retta ragione, ossia la ragione naturale, indica sempre un destino eterno. E che il significato ultimo della giustizia temporale umana, per il quale indicare la morale e leggi sociali, si giustifica solo in vista dell’eterno Bene. Che segna l’essenza umana, come legge universale.

(La via della retta ragione e la Legge Naturale in Tommaso d’Aquino ).

LA TEORIA POLITICA DI SAN TOMMASO D’AQUINO.

Quando si parla della teoria politica di San Tommaso D’Aquino, è necessario comprendere la distinzione da lui operata tra il potere in senso astratto e il Potere in senso concreto.

Il Potere astratto è fondamentalmente naturale, nasce dalla ragione, dalla natura dell’uomo, e ha in vista la realizzazione dei beni terreni. È noto per ragioni naturali. Il potere concreto, invece, deriva dalla decisione umana stessa, dove un gruppo di uomini esercita il potere sugli altri.

Si può dire questa potenza concreta appartiene a Dio, ma “ non si realizza in virtù di una scelta diretta o personale di Dio, ma per designazione meramente umana”.

Il potere astratto si riferisce alla legge naturale, un modello per la condotta umana. Il potere concreto si riferisce al potere effettivo, in atto. All’azione degli uomini sugli altri, alla coercizione, al governo di condotta, che è legge oggettiva. Poiché la giustizia e la promozione della pace sono gli scopi del potere nella società, deve esserci un legame tra l’organizzazione sociale, il diritto e quei fini la cui caratteristica fondamentale non è quello di esaurirsi nell’ordine della vita presente. Ma di indicar il futuro vita.

Ebbene, mentre per Aristotele l’individuo trova nella città il suo compimento totale, la sua causa ultima, per San Tommaso l’uomo ha due fini, uno naturale, l’altro spirituale.

Ecco il motivo per cui San Tommaso sviluppa una teoria all’interno della nozione gerarchica di leggi. : la legge eterna, la legge naturale e la legge umana.

(La via della retta ragione e la Legge Naturale in Tommaso d’Aquino ).

( leggi anche: “ Il progresso dell’umanità si attua con la legge morale “).

LA PERFETTA ESPRESSIONE DELLA CREAZIONE.

Per lui l’ordine socio- politico e l’etica, il potere concreto, provengono direttamente dalla Legge Eterna. Questa, a sua volta, è la perfetta espressione della Creazione, ossia del modo in cui Dio ha disegnato il Cosmo. Dandogli ordine e dirigendo ogni elemento al suo fine. Questa legge eterna è la base, il fondamento e il principio del diritto naturale. Che, a sua volta, è il fondamento del diritto umano e sociale.

I precetti fondamentali della legge naturale insegnano la differenza tra il bene e il male. La preferenza per il bene, l’atteggiamento di non infastidire chi ci circonda e di vivere in società. Tratti ispirati dal diritto naturale alla ragione stessa dell’uomo. Per San Tommaso, il bene supremo dell’uomo è la conoscenza di Dio. E a tal fine, la rivelazione corrobora la ragione naturale. Che non contraddice la ragione, ma la completa e la concorda.

La ragione può condurre l’uomo a Dio, mostrandogli la via e lasciandolo libero di seguirla. Quindi, la ragione naturale indica un destino soprannaturale. La creatura razionale deve ritornare alla fonte che l’ha prodotta, Dio, il suo inizio e la sua fine.

Afferma: “ E’ necessario che tutte le cose che l’uomo desidera le desideri in vista del fine ultimo”. Perchè: “ tutta la vita dell’uomo è regolata dal fine ultimo”. ( leggi anche: “La Creazione e le infinite dimensioni“).

(La via della retta ragione e la Legge Naturale in Tommaso d’Aquino ).

OLTREPASSARE I LIMITI DEL POTERE TEMPORALE.

In quanto creatura elevata all’ordine soprannaturale, l’uomo ha bisogno di oltrepassare i limiti del potere temporale. Il bene che la ragione ricerca è infinitamente perfetto, duraturo, e la Rivelazione ne permette la realizzazione, dato che questo bene si trova solo in Dio. Queste premesse sono estremamente importanti per San Tommaso nella costruzione della sua teoria politica. Che è un risultato immediato e naturale della sua etica.

Mentre per Aristotele l’uomo è completamente realizzato nella vita politica, Tommaso difende una fine eterna. Di conseguenza, Tommaso d’Aquino aggiunge un quarto termine alla gerarchia delle leggi eterne, naturali e umane. : la legge divina positiva, la legge rivelata, liberamente offerta dalla grazia di Dio.

Questa legge divina è necessaria anche per governare la vita umana, ma ha in vista un fine soprannaturale. Da qui la distinzione tra ingiustizie in relazione al bene umano e ingiustizie in relazione al bene divino. Con ciò comprendiamo perchè la giustizia perfetta, che si basa sul diritto naturale, deve ispirarsi a quelle quattro categorie di leggi. Le quali obbediscono a una gerarchia razionale. È chiaro dunque, che per Tommaso D’Aquino, le leggi umane che non rispettano i principi di carità e fraternità. E che violano fortemente le leggi divine, non solo non vanno seguite, ma si applica il diritto di resistenza. E , aggiungo io, anche la disobbedienza di cui parlava Henry David Thoureau. ( leggi anche: ” Antidoto contro la moderna dittatura: disobbedienza civile” ).

(La via della retta ragione e la Legge Naturale in Tommaso d’Aquino ).

CONCORDANZA TRA IDEALI DELLO STATO E MORALE SOCIALE.

Data la necessità umana di cercare Dio per realizzare la felicità perfetta, la condotta sociale dell’individuo deve rientra re nei parametri cristiani. La società ha il suo ordine garantito solo quando c’è concordanza tra ideali dello Stato e morale sociale secondo la fede cristiana. Tal concetto deve fungere da fondamento nella promulgazione delle leggi, assorbire l’etica cristiana che guida l’uomo al suo fine ultimo.

Ciò non implica l’attribuzione allo Stato di un ruolo di redenzione dei credenti. Ma di una funzione indirettamente legata alle esigenze disciplinari dei singoli che punta al fine eterno, come mezzo per ottenere una giustizia perfetta. Sulla base di questo presupposto si può parlare di una superiorità della Chiesa rispetto allo Stato nelle tesi di Tommaso.

San Tommaso paragona l’instaurazione dei governi nella società, la progettazione delle città e l’educazione degli  uomini con la provvidenza divina. La quale crea e governa il mondo con ordine perfetto, guidandolo verso un fine supremo.

L’uomo deve avere regole efficaci per la sua condotta tra i suoi simili. Queste regole non possono, a loro volta, essere totalmente svincolate dall’ideale cristiano. Ammettere come valida una legge umana che contraddice la legge divina significherebbe deviare l’uomo dal suo fine supremo. E ciò sarebbe invalidante nella ricerca della giustizia perfetta.

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