AMBIENTE

LA NATURA BELLEZZA E BEATITUDINE DEL CREATORE.

L’amante della Natura è colui i cui sensi interni ed esterni sono ancora in pieno accordo tra di loro. Chi ha saputo conservare lo spirito dell’infanzia perfino nell’età adulta. Il suo rapporto con il Cielo e con la Terra diventa parte del suo cibo quotidiano. In presenza della Natura una fiera beatitudine penetra nell’uomo, nonostante i dolori reali. (La Natura bellezza e Beatitudine)

La Natura dice: “ E’ la mia creatura e, malgrado tutti i suoi impertinenti dolori, sarà felice con me”. Non il sole o l’estate come tali, ma ogni stagione e ora rendono il loro omaggio e beatitudine; poiché ogni ora e ogni cambiamento corrispondono a un diverso stato di mente e lo autorizzano, dal mezzogiorno irrespirabile alla mezzanotte più cupa. ( – La Natura bellezza e beatitudine del Creatore.)

La Natura è uno scenario che si adatta ugualmente bene ad un’opera comica o tragica. Nella buona salute, l’aria è come un elisir dall’incredibile virtù. Attraverso un terreno spoglio, sguazzando nella neve che si scioglie. Nel crepuscolo, sotto un cielo nuvoloso, senza avere nei pensieri alcun presagio di speciale buona fortuna, si assapora una perfetta letizia.

LE PIANTAGIONI DI DIO.

… Nei boschi è la perpetua giovinezza. In queste piantagioni di Dio regnano un decoro e una santità. Una perenne festa viene allestita, e l’ospite non vede come potrebbe stancarsene in mille anni. Nei boschi ritorniamo alla ragione e alla Fede. Lì sentiamo che niente ci può capitare nella vita, nessuna sventura o calamità, che la Natura non possa riparare. Stando alla nuda terra, il capo immerso nell’aria serena e sollevato nell’infinito spazio, tutto l’egoismo meschino svanisce. ( – La Natura bellezza e beatitudine del Creatore)

….La più grande beatitudine offerta dai campi e dai boschi è la suggestione di un’occulta relazione tra l’uomo e la vegetazione. Non siamo soli e sconosciuti. Queste piantagioni di Dio ci mandano segnali e altrettanto facciamo noi.

Pure è certo che il potere di produrre una simile gioia non risiede nella Natura, ma nell’uomo, o nell’armonia di entrambi. È necessario fare uso di questo tipo di piacere con grande temperanza. Poiché la Natura non è sempre vestita con l’abito della festa. Ma la stessa scena che ieri mandava il suo profumo e risplendeva come per la festa delle ninfe può oggi essere ricoperta di malinconia. Per un uomo oppresso dalla sventura vi è un certo disprezzo nel paesaggio percepito da chi ha appena perso un amico. Il cielo che si stende a ricoprire uomini mediocri è meno grandioso. La Natura veste sempre i colori dello Spirito.

( La Natura bellezza e beatitudine del Creatore)

Un grande bisogno umano è soddisfatto dalla Natura, e cioè l’amore della Bellezza. Gli antichi greci chiamavano il mondo Kosmos, bellezza. Tale è la costituzione delle cose. O tale è il potere plastico dell’occhio umano, che le forme primarie, come il cielo, le montagne, gli alberi, gli animali ci danno piacere in sé e per sé. Un piacere che sorge spontaneo dalla forma, dal colore, dal movimento, e dall’insieme.

LA NATURA E’ UN FARMACO.

… Innanzitutto, la semplice percezione delle forme naturale è fonte di gioia. l’influenza delle forme e degli effetti naturali è così necessaria all’uomo. Che nelle sue funzioni più basse, essa sembra collocarsi al confine tra l’utilità e la bellezza. Per il corpo e per la mente oppressi da un lavoro o da un ambiente nocivo, la Natura è un farmaco e ristabilisce il loro tono. Le persone che escono dalla confusione dell’ambiente di lavoro e delle strade, vedono il cielo e i boschi. E in questo modo tornano a essere vitali, uomini, lo Spirito che respira. Nella loro eterna calma, l’uomo ritrova se stesso. La salute dell’occhio sembra richiedere un orizzonte. Non siamo mai stanchi, fino a quando possiamo vedere abbastanza lontano.

Ma, in altri momenti, la Natura produce una soddisfazione particolare unicamente attraverso la sua bellezza. E senza che aggiunga alcun beneficio per il nostro corpo, all’apparenza. Poiché ciò che gioisce nell’animo si riflette sull’esteriore in termini di bellezza e di salute.

… Gli abitanti delle città pensano che il paesaggio della campagna sia piacevole solo per metà dell’anno. Ma ivi si trova beatitudine nelle bellezze del paesaggio d’inverno, e si resta toccati come dalle geniali influenze dell’estate. Per l’occhio attento ogni momento dell’anno ha la sua particolare bellezza e, nello stesso campo, contempla, in ogni momento, un quadro che non era mai stato visto prima, e che non sarà visto mai più. I cieli cambiano ogni momento e riflettono la loro gloria o la loro malinconia nelle pianure sottostanti.

Lo stato di raccolto nelle vicine fattorie altera l’aspetto della terra di settimana in settimana. La successione delle piante spontanee nei pascoli e ai bordi delle strade. Che rappresenta il silenzioso orologio attraverso cui il tempo ci mostra le ore dell’estate, renderà perfettamente percettibili perfino le divisioni del giorno a un acuto osservatore. Le tribù degli uccelli e degli insetti, puntuali al loro tempo come le piante, si inseguono l’un l’altra, e l’anno ha spazio per tutte. Per corsi d’acqua la varietà è ancora più grande. In luglio, quell’azzurra pianta acquatica, che si chiama pontederia, fiorisce in ampi letti. Nei punti poco profondi dell’ameno fiume e pullula di gialle farfalle in continuo movimento. l’arte non può emulare questo sforzo di viola e d’oro. Poiché il fiume è in perpetua festa, e ogni mese vanta un nuovo ornamento.

Ma questa bellezza della Natura, vista e sentita come bellezza, è la parte minore. Gli spettacoli del giorno, la rugiada del mattino, l’arcobaleno, le montagne. I frutteti in fiore, le stelle, la luce della luna, le ombre nell’acqua ferma, e cose simili, se vengono ricercate con un’eccessiva avidità, diventano meri spettacoli. E ci beffano con la loro irrealtà. Esci di casa per vedere la Luna, e questa non sarà che un mero luccichìo; non ti piacerà come quando la luce della luna splende sul tuo viaggio necessario. Chi potrà afferrare il bagliore di bellezza dei gialli pomeriggi di ottobre? Se ti fai avanti per afferrarla, ecco sparisce; è solo un miraggio: come quando guardi dal finestrino del treno…

NOI SIAMO INQUILINI DELL’UNIVERSO.

( La Natura, bellezza e beatitudine del Creatore)

La presenza di un più alto valore, vale a dire di un elemento spirituale, è essenziale per la perfezione della natura. l’alta e divina bellezza che può essere amata senza mollezza. E’ quella che si trova in combinazione con l’umana volontà e non se ne separa mai. La bellezza è il segno che Dio incide sulla virtù. Ogni azione naturale è piena di grazia. Ogni atto eroico è anche pieno di decoro e fa risplendere della sua luce i luoghi in cui si manifesta e chi vi assiste. Noi apprendiamo attraverso le grandi azioni che siamo inquilini dell’Universo. di questo piccolo mondo chiamato Terra, a cui dobbiamo portare rispetto. Poiché Tempio sacro in cui palpita e respira l’onnipotenza creante.

… La bellezza, nel suo più ampio e profondo significato, è un’espressione dell’Universo. Dio è integrale bellezza-giustizia. Verità e bontà, e bellezza, non sono che diversi aspetti dello stesso TUTTO. Ma la bellezza in Natura non è ultima. Essa è messaggera dell’interiore ed eterna bellezza, e non è semplicemente un bene concreto e soddisfacente. Deve porsi come una parte, e non come l’ultima o più alta espressione della causa finale della Natura.

DAGLI SCRITTI DI Ralph Waldo Emerson, dedicati alla Natura. (Trascendentalismo Americano).

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