SPIRITUALITA'

LA LEGGE DI REINCARNAZIONE secondo Yogananda.

 

Ora vediamo La Legge di reincarnazione secondoYogananda che io considero Legge di massima giustizia Cosmica:

“Voi potete credere o no alla Legge di Reincarnazione, ma se questa vita fosse inizio e fine dell’umana esistenza, sarebbe impossibile riconciliare le ineguaglianze della vita con la divina giustizia, Perché un bambino nasce in una famiglia ricca, mentre un altro arriva in una casa colpita dalla miseria, solo per morire di fame? Perché una persona ha abbastanza salute da vivere cent’anni, mentre un’altra è sempre malata? Perché gli Eschimesi nascono al freddo Nord e altri popoli in climi moderati, dove la lotta per la sopravvivenza è meno dura? Perchè alcuni bimbi nascono ciechi o morti? Se voi foste Dio, fareste cose ingiuste? Quale sarebbe lo scopo di leggere le Scritture e di vivere in accordo con esse, se la vita fosse predestinata da un Dio capriccioso che creasse deliberatamente degli esseri muniti di corpo o cervello imperfetti?

( Legge di reincarnazione secondo Yogananda)

Azione e reazione.

Secondo la Legge di Causa effetto ogni azione crea una reazione della stessa misura. Perciò ogni cosa che ci accade al presente deve essere il risultato di qualcosa che abbiamo fatto in precedenza. Se in questa vita non c’è niente che possa giustificare le presenti circostanze, è conclusione inevitabile che la causa di tali circostanze sia stata messa in moto in qualche tempo precedente, ossia in qualche esistenza umana passata. I vostri stati d’animo preponderanti e le vostre più spiccate tendenze di carattere non hanno avuto inizio con questa nascita, ma si sono radicati nella vostra coscienza molto prima. Così possiamo capire perchè alcune persone esprimono sin dalla prima infanzia determinati talenti, o debolezze e così via. ( Legge di reincarnazione secondo Yogananda)

Possiamo anche capire come la vita perfetta di Gesù sulla Terra è stata il risultato di parecchie incarnazioni precedenti in cui aveva sviluppato il dominio di se stesso. La sua miracolosa vita come fu Cristo il risultato di molte vite precedenti di disciplina spirituale. Egli divenne Avatar, una divina incarnazione, perchè in precedenti vite vissute da comune essere umane Egli combattè le tentazioni della carne e vinse. Il Suo esempio dà al resto dell’umanità una precisa speranza. Altrimenti, quali opportunità avremmo? Se Dio ci avesse mandato degli angeli per istruirci, io direi:

“Signore, perchè non mi hai creato angelo?” come posso emulare degli Esseri che sono stati creati perfetti e che non hanno avuto l’esperienza delle prove e delle tentazioni che Tu hai dato a me?”.

Noi abbiamo bisogno di avere per ideale un essere che sia essenzialmente simile a noi. Gesù ebbe delle tentazioni da affrontare. “Vattene Satana”, Egli disse. E vinse, se non avesse mai conosciuto tentazioni il Suo dire: Vattene, Satana”, sarebbe stata una commedia, e come avrebbe potuto ispirarci? Pur avendo già vinto la carne in altre vite, doveva risentirne la debolezza in questa incarnazione come Gesù per dimostrare all’umanità, con la Sua vittoria, quanto fosse spiritualmente cresciuto e per dare coraggio a tutti gli uomini con il Suo esempio.

(Legge di Reincarnazione secondo Yogananda)

Una scuola perfetta.

La reincarnazione è il progresso che l’anima compie attraverso molte vite sul piano terrestre, come fossero tante classi di una scuola perfetta prima di “laurearsi” nella perfezione immortale dell’unità con Dio. Le anime che vivono in uno stato imperfetto ( inconsapevoli della loro divina identità con lo Spirito) non entrano, dopo la morte del corpo fisico, automaticamente in uno stato di realizzazione con Dio. Noi siamo fatti a immagine di Dio, ma immedesimandoci nel corpo fisico ne abbiamo assunto le imperfezioni e i limiti. Finché non ci si liberi da questa imperfetta coscienza umana di mortalità, non possiamo ridiventare dèi.

(…) Ci siamo tenuti rinchiusi per tanto tempo in corpi umani, che abbiamo dimenticato il nostro retaggio divino. Ogni volta che siamo venuti sulla Terra abbiamo sviluppato nuove imperfezioni e nuovi desideri. Perciò torniamo qui più e più volte finchè non avremo bandito quei desideri con l’accrescimento della saggezza. Noi dobbiamo soddisfare i nostri desideri oppure, coltivando la saggezza, eliminarli per tutte. Assai poche persone, però, si liberano dalla ruota di nascite e morte cercando di soddisfare i loro desideri; è nella natura del desiderio che ogni volta che è “soddisfatto”, il bisogno insaziabile di ripetere l’esperienza non fa che rafforzare la sua presa, se la mente non è molto forte. ( La Legge di reincarnazione secondo Yogananda)

(…) Dio non è un dittatore che ci abbia mandati qui e ci dica cosa dobbiamo fare. Egli ci ha dato il libero arbitrio, la facoltà di fare ciò che vogliamo. Noi udiamo molto parlare dell’importanza di essere buoni. Ma se fosse vero che, alla morte, andiamo tutti dritto in paradiso ( come alcuni asseriscono), quale scopo avrebbe tentare di essere buoni essere qui? Se alla fine della nostra vita la ricompensa è la medesima per tutti, perchè non essere avidi ed egoisti, dato che la via del male è spesso la più facile? Non ci sarebbe scopo ad emulare la vita dei grandi santi se, alla morte , noi tutti, buoni e cattivi, diventassimo angeli.

ESERCITARE L’AUTOCONTROLLO

D’altra parte, se Dio, nel Suo piano, avesse deciso che noi tutti dovessimo andare all’inferno, non servirebbe ugualmente a niente preoccuparsi del nostro comportamento in questa vita. E che valore avrebbe controllare le nostre azioni, se le nostre vite fossero simili alle automobili che, diventate vecchie, vengono buttate fra i rottami, e questa fosse la loro fine? Se la vita dell’uomo è tutta qui, non serve a niente leggere le Scritture o esercitare l’autocontrollo.. .

Alcune persone nascono con un carattere piacevole; tutti si sentono attratti da loro. Alcuni non piacciono a nessuno. Altri non piacciono né dispiacciono; vengono semplicemente ignorati? Perchè? Il Dio imparziale non è responsabile della distribuzione ineguale delle qualità attraenti (magnetismo personale). Le differenze nei caratteri di tutti gli uomini sono da coltivazione propria. Ogni uomo ha creato da sé le proprie caratteristiche, in questa vita o in quelle passate. Sarebbe una grande ingiustizia se Dio fosse responsabile per il fatto che alcuni bambini iniziano la loro vita col vantaggio di buone, piacevoli qualità, e altri con lo svantaggio di qualità sgradevoli o cattive. Ma non fu Lui a stabilire tendenze cattive in certi bimbi e tendenze buone in altri, perciò non possiamo ritenerLo responsabile di questo. Dio creò tutti gli uomini uguali, fatti a Sua immagini.

Per trovare giustificazione alle apparenti disuguaglianze, dobbiamo comprendere la Legge della reincarnazione. Tale conoscenza fu sepolta e dimenticata durante le epoche oscure. Gesù parlò della reincarnazione quando disse: “Elia è già venuto, e non lo hanno riconosciuto”. I discepoli compresero allora ch’Egli aveva loro parlato di Giovanni Battista”. (Matteo, 17:12,13. l’anima apparsa in un’incarnazione come Elia ritornò in un’altra incarnazione come Giovanni Battista.

Questa vita non avrebbe scopo se non ci desse sufficienti occasioni di sviluppare le nostre capacità potenziali e soddisfare i nostri desideri. Senza la reincarnazione, come opererebbe la divina giustizia in quelle anime che non hanno la possibilità di esprimersi perchè sono rinchiuse nel corpo di un bimbo che nasce morto, o che vivrà solo per pochi mesi o pochi anni? Quelle anime non potrebbero certo essere condannate all’inferno, non avendo fatto niente per meritare una punizione, né potrebbero andare in cielo, non avendo avuto l’opportunità di guadagnarselo. Ecco la risposta: questa Terra è una vasta scuola, e la legge della reincarnazione è la giustizia che porta qui ogni essere umano, tante volte quante siano necessarie perchè impari tutte le lezioni della vita.

Sri Krishna accennò a questa verità: “ Seguendo diligentemente questo sentiero, purificandosi d’ogni peccato, raggiungendo la perfezione nello sforzo di molte nascite, lo Spirito entra alla fine nella Beatitudine Suprema”. ( Bhagavad Gita, sesto, 45).

l’uomo stesso ha coltivato le proprie qualità, luminose o oscure che siano. In qualche luogo, in qualche tempo, in questa o in altre vite, egli ne piantò i semi con le sue stesse azioni. Se ora permette ai semi di azioni cattive di crescere, essi soffocheranno i semi di bene che ha seminati. I saggi estirpano i semi del male dal giardino della propria vita.

SWAMI YOGANANDA.

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