FILOSOFIA,  SPIRITUALITA'

LA FEDE E’ CONQUISTA DI OGNI POSSIBILITA’ (I)

GESU’ disse: “ Se avrete Fede quanto un granello di senape, farete ciò che io faccio ed anche di più”. Egli vinse il mondo con la Fede! Ciò significa che la Fede è un’arma usando la quale ogni conquista è possibile. Analizziamo insieme la portata, le possibilità concesse dalla Fede. Dobbiamo innanzitutto stabilire delle differenziazioni.

( La Fede è conquista di ogni possibilità)

Vi è la “FEDE VIVA”, quella Fede, cioè, che è nell’individuo nell’attimo stesso in cui l’individuo si rincarna, rivede la terra. Lo stato evolutivo di questo individuo è tale da consentirgli di dimostrare questa Fede anche nell’epoca dell’incoscienza infantile, la sua vita è improntata e siglata dalla Legge; vi sarà quindi, spontanea l’umiltà, la dolcezza, la limpidezza di pensiero, la castità di vita, vi sarà l’obbedienza, vi saranno cioè tutti i doni dei quali Gesù ha parlato nel discorso della Montagna. Le Manifestazioni di questa Fede si avranno durante il cammino umano dell’individuo senza che esse abbiano a conferirgli caratteristiche particolarmente visibili.

( La Fede è conquista di ogni possibilità)

LO STATO EVOLUTIVO

Da tutta la personalità del fanciullo e dall’uomo saturato dalla Fede emanerà, quel calore, quella dolcezza, quell’invito tacito alla fraternità. Che dimostrerà lo stato evolutivo raggiunto e la volontà ferma di essere ritornato per parlare tacendo. Cioè per operare attraverso le manifestazioni vitali usuali ( la vita quotidiana). Questa è la Fede viva, è la Fede che consente non solo di superare ogni ostacolo, ogni fatica, ogni avversità, ma di presentirle e di prevenirle; è l’arma contro la quale ogni manifestazione “satanica”- negativa , crolla.

Esempio palpitante di tale Fede: Francesco. Apparentemente in gioventù, Francesco era un uomo “normale”, giovanotto ebbe il richiamo. Da quell’attimo si ridestò in lui la consapevolezza di ciò che era stato il suo moto precedente nei Cieli. E volle seguire quella determinata via, seminando la semente che nei Cieli egli aveva raccolto. La Fede viva, la Fede innestata nell’anima all’atto della discesa nel Tempo, parla, si esprime, vibra, impartisce ordini, guida. E’ la manifestazione di evoluzione raggiunta.

(La Fede è conquista di ogni possibilità)

 

LA FEDE MATEMATICA

Vi è un secondo tipo di fede, quella che scaturisce da una meticolosa e amorevole indagine, da una ricerca assillante. Da una serie ininterrotta di raffronti e di elaborate deduzioni. Trattasi di quella che io definisco “LA FEDE MATEMATICA”, di quella Fede cioè che, partita forse da un punto opposto, ha conquistato ed ha finito col dominare. Questa Fede matematica procede progressivamente. Apparentemente è tarda, però, mosso il passo, non conosce più movimento inverso e regresso. È Fede pronta, che scaturisce da una serie di moti matematici, che culminano attraverso la soluzione di vari problemi, in vari corollari. Concludendosi nell’assioma della Divinità.

Ancora un’altra Fede! La Fede dei semplici, la Fede degli umili, la Fede dei seguaci di Cristo, degli Apostoli. Essi credono per sentono di dover credere. Sono alieni dal chiedere spiegazioni di un qualsiasi perché e ritengono per certo, per fermo, per provato tutto quanto l’Evangelo ha tramandato. È questa la Fede che ha solamente un lieve punto di contatto col granellino di senape. Anche gli Apostoli che possedevano questa Fede non riuscirono a far smuovere la montagna come aveva assicurato il Cristo : “ Se avrai quella Fede e dirai al monte ‘spostati’ il monte si sposterà”.

( La Fede è conquista di ogni possibilità)

Vi è infine un’ultima categoria di ardenti o di presunti tali, di fedeli, ed è la categoria di fedeli opportunisti. Sono attaccati alla Legge, cercano in pubblico, nella società, di seguirne i dettami, ma è un seguire privo di spontaneità, di consistenza, di sostanza, di profondità. È un movimento artefatto che vorrebbe apparire molto superiore, ma rimane invece costretto in quanto mosso unicamente da interessi personalistici. Questo è tepore, è la Fede del “sè”, del “forse” del “quando”, quella che antepone le proprie umane, sociali necessità e, successivamente, considera gli interessi del Padre.

Tratto dal libro di dettati medianici: “Scintille dall’infinito”

 

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