l'ipocrisia
SPIRITUALITA'

L’ipocrisia , la prigione dell’anima. la vera schiavitù.

L’ipocrisia prigione dell’anima, anzi, una vera schiavitù, che nella sua espressione grafica rappresenta meno di un granello di sabbia. Nel suo significato potenziale è spaventosa, in quanto ha in sé tutto quanto può esservi di satanico nel tempo. Cioè invidia, gelosia, ira, odio. Tutto ciò che di satanico vi è nel tempo è compreso nella espressione ‘ipocrisia’; colui che possiede il nefasto, negativo requisito dell’ipocrisia si maschera, perché sa che il suo è un dono negativo che farebbe fuggire qualunque umano; il possessore dell’ipocrisia maschera questa qualità negativa con un sorriso allettante, ingannatore, dimentico che suo capostipite è stato Giuda col suo bacio traditore. .

Se voi avete un nemico, armato quanto volete, ma leale e franco, che vi si offre e vi si presenta per il combattimento, voi avete tutte le possibilità di opporre mezzo a mezzo, difesa ad offesa; ma, quando il nemico si mimetizza in un senso ed in parvenza di sottomissione, di umiltà, di semplicità, di fraternità, appena giunto a distanza, conveniente sferra tutta la sua malvagità contro di voi, voi siete presi alla sprovvista. Questo è un tradimento in atto, e Gesù che, attraverso il tradimento di Giuda, sale nuovamente sulla Croce. L’ipocrisia è la mala pianta da estirpare; Cristo/Dio discese per predicare la Verità: “ IO sono la Via, la Verità, la Vita” e vi ha dimostrato volutamente che cosa è l’ipocrisia: il tradimento.

( L’ipocrisia prigione dell’anima. la vera schiavitù)

Trasparenza assoluta nel pensiero.

Non dovete tradire neppure col pensiero il Padre, in quanto l’opera che vi è stata affidata è un’opera che non ammette opacità, vuole la trasparenza assoluta nel pensiero e nell’azione, vuole anzi che l’azione – esemplificazione -preceda il pensiero. Perché non dovete allora considerare con maggiore coscienza e con tutta la forza della ragione il valore negativo di quello che è diventato per voi un abito sociale, non voluto dall’Eterno ma attirato da voi, in quanto comodo mezzo per mimetizzarvi secondo le necessità vitali umane? E comodo ma satanico; è Giuda in essere, è lui che percorre ancora le vie del tempo.

“Chi mi ama e vuol seguirMi lasci tutto e tutti”, disse Gesù. Questo modo di generalizzare ha un significato relativo ma valido, per cui chi si sente attaccato a un proprio congiunto, anziché ergersi a suo difensore, analizzi l’opera del congiunto stesso e trasformi questo nel primo terreno da redimere, da arare , da seminare.

Questo è solo uno dei tanti punti di partenza nell’analisi del tema proposto, che nessuno ha considerato valido e che è indispensabile che lo sia. Voi, ciascuno sotto il proprio tetto, dovete estirpare la mala pianta nella forma più acconcia. Non dovete assecondare colui che ne è in possesso e ne è preda; dovete ergervi fra l’Eterno ed il colpevole, dovete successivamente presentare all’Eterno il colpevole pulito della colpa. Ma è indispensabile cominciare, è indispensabile portare a termine una buona volta e sollecitamente questa opera di bonifica, perché l’opera urge.

( L’ipocrisia prigione dell’anima. la vera schiavitù)

La Fede è purezza nella coscienza .

“ E il numero?” chiederete voi. Gesù era solo, Egli era la Divinità e voi nei siete i fratelli, siete figli dello stesso Padre. Non è il numero che conta, è la fede; la fede è purezza nella coscienza. E’  nel proprio Spirito, sotto il proprio tetto..

Che cos’è l’ipocrisia? Questo è il primo interrogativo che va posto perché voi entriate nel concetto vivo della gravità della colpa. Pensate, forzate la mente, cercate di rispondere a questo interrogativo: che cos’è l’ipocrisia? È un omicidio. Se non volete intendere l’espressione nel suo valore materiale, inteso come uccisione di un individuo, si tratta pur sempre di un omicidio sostanziale, spirituale, in quanto è la distruzione di una figura simbolica spirituale. l’ipocrisia, ripeto, è l’emblema del tradimento.

L’IMPRONTA NEGATIVA.

Ogni uomo che ha partecipato alla precipitazione, ha tradito il Padre e porta con sé fino in fondo l’impronta negativa, anche se, come ho detto, vi è una graduatoria fra i precipitati. Con questa ammissione state entrando nel concetto di congiura e potete ammettere che si stia congiurando non da parte dell’uno o dell’altro, ma contro se stessi, oltre che contro gli altri.

Osservate, se volete, l’uomo nella sua missione sublime di seminatore del Signore, lo troverete affetto da ipocrisia: osservate ora l’uomo nella sua missione di cittadino operoso, attivo, materialmente onesto, non moralmente onesto, ne troverete lo spirito inquinato da ipocrisia; guardate infine l’uomo nella sua missione di padre, di marito, lo troverete affetto dallo stesso morbo. Per un motivo o per l’altro nessuno ne è immune!

( L’ipocrisia prigione dell’anima. La vera schiavitù)

Il FALSO PROFETA.

Permane, è vero, quella tal graduatoria che ho indicata; il tempo trascorso dalla precipitazione ad oggi è servito, i chiarimenti dati e le lezioni impartite sono stati utili. Fra di voi umani però permane ancora viscido il verme che cerca di bacarvi, che cerca di alterare la verità, che non vuole fare il falso profeta, ma che dalla vostra semplicità, dalla vostra fede, dalla vostra umiltà, vuol trarre benefici propri.

Per causa sua le famiglie, l’ambiente di opera sono in sussulto per l’ambizione, ma tutti questi sussulti sfuggono all’osservazione in quanto sono subdoli, sono nascosti, sono mascherati. Il silenzio ipocrita è distruttore. Rammentate sempre che l’uomo violento sarà punito, ma l’uomo ipocrita avrà una punizione settanta volte sette superiore. Il tradimento non è mai l’arma del grassatore perché costui affronta; l’ipocrita invece non affronta, atteggia il volto ad una smorfia di sorriso, trae in inganno l’interlocutore, poi lo colpisce improvvisamente, mortalmente in senso spirituale.

Da chi opera come capo famiglia, come sposo e padre, da chi ne è figlio, da chi opera per procurarsi il pane quotidiano, da chi opera per la semina dell’Eterno, da parte di tutti viene ancora usato questo rimasuglio della colpa prima. State attenti, perché se avete lo scatto, se la reazione è pronta e violenta, ma successivamente è immediatamente condannata dalla coscienza, le cose, dirò così, si aggiusteranno bonariamente, se invece è il silenzio ipocrita, è il silenzio traditore quello che si manifesta, allora la cosa si aggrava. Attorno a voi qualcuno sta per cedere, qualcuno sta per lasciarsi trasportare da questi silenzi equivoci e mortali; non si tratta più di una colpa a sé stante, è una conseguenza della colpa prima, la superbia; per soddisfare la superbia si ricorre la sotterfugio dell’ipocrisia.

IL CAMPO DI INDAGINE.

Il campo di indagine diventa vastissimo, se volete veramente cercare di analizzarvi per liberarvi da questa prigione e per incenerirla definitivamente. Chi ammaestra deve essere esempio; per essere esempio necessita essere spiritualmente tersi. E per essere tersi necessita non essere superbi. Non essere superbi si è immuni da quel contagio obbrobrioso che è l’ipocrisia.

Vi anche l’ipocrisia familiare, micidiale per gli affetti familiari, così come quella sociale è deleteria per la società. Non intesa quest’ultima come semplice gruppo di individui, ma come totalità della società.

l’ipocrisia è a contatto perpetuo con la coscienza. E’ questa che la valuta, è questa che può costringerla e dominarla. Fate allora vibrare la coscienza, fate che la giustizia Divina. Che della coscienza è maestra, riesca a persuadere l’individuo nella sua interezza, nella sua forma umana e sociale. Di come sia preferibile affrontare un nemico e chiedergli ragione di un’offesa ricevuta. Piuttosto che avvicinarlo subdolamente e distruggerlo all’improvviso.

La luce divina risplendette sul vostro pianeta nel momento stesso della vostra precipitazione. Ma le coscienze rimasero, ed in parte rimangono tutt’ora, volutamente nell’oscurità. Gesù è venuto a portare la luce. Fate che questa luce, che è in voi stessi perché è luce di vita, vi trovi agli antipodi delle concezioni dell’ipocrisia. Dovete, ancora una volta, ridimensionarvi, revisionare il moto della vostra coscienza. Onde vedere che non vi siano ombre che la rendono tergiversante. Poi la limpidezza sarà risplendente come il sole. Trasparente come l’acqua di fonte e sarà l’anima che sgorgherà attraverso lo sguardo e si affratellerà.

Questo è la meta da raggiungere, questo è la meta che raggiungerete!

Tratto dal libro di dettati medianici: “Scintille dall’Infinito”.

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