immagine con headline: Indipendenza dei propri pensieri: una mente libera al servizio dell'uomo
ANTROPOLOGIA

Indipendenza dei propri pensieri: una mente libera al servizio dell’uomo.

Indipendenza dei propri pensieri: una mente libera al servizio dell’uomo.

 

 

 

La mente deve essere sempre libera e al servizio dell’essere umano per dirgli quali sono le circostanze in quel momento e che cosa deve fare.

Molti esseri umani offuscati da quello che hanno visto o sentito in un determinato momento, hanno consegnato la loro mente. E da quel momento non sono più capaci di giudicare e di vedere che le cose che gli avevano fatto vedere e praticare non avevano senso. È il caso di tutti i fanatici religiosi e non solo dei fanatici. Bensì di una larga maggioranza dei credenti di tutte le religioni.

Accettarono da bambini una fede che fu loro impiantata nell’anima come un istinto e un elemento culturale qualsiasi. E non furono più capaci di criticarla e sottoporla a giudizio in tutta la loro vita. Semplicemente la accettarono come accettarono la lingua, le abitudini, i gusti e la patria.

Questo fatto di “consegnare la mente” ha un’enorme importanza di questi tempi in cui le grandi masse urbane e la società in generale, sono condotte come un grande gregge da onnipotenti mezzi di comunicazione. Prima fra tutti la televisione, maneggiata con astuzia da professionisti della manipolazione delle menti.

Bisogna mantenere la mente sempre in stato di allerta e non consegnarla ai leader religiosi né ai leader politici o idoli dello sport, né a medici che ci curano insomma, a nessuno. ( leggi anche : Espandere la mente per penetrare il significato profondo della vita).

 

( Indipendenza dei propri pensieri: una mente libera al servizio dell’uomo ).

 

LA COSCIENZA COME GIUDICE ULTIMO DELLE PROPRIE AZIONI.

 

Tutti possono sbagliarsi e tutti, in un determinato momento, anche se in modo incosciente, possono agire nel proprio interesse approfittando della nostra credulità. In ciascun individuo sia la coscienza come giudice ultimo delle proprie azioni. E il fatto di cedere la mente a qualcuno per seguire per seguire ciecamente quello che lui ci dice è un atto di suicidio mentale. Che si oppone diametralmente al grande comandamento dell’evoluzione; legge fondamentale del Cosmo.

 

(…) Non dobbiamo invocare nessuno al fine di adorarlo. Non prostriamoci davanti a nessun dio-persona né davanti a nessun dio-cosa per rendergli culto e celebrare riti.

Il vero Dio dell’Universo, la Suprema Intelligenza, totalmente inconoscibile nella sua totalità da parte della mente umana, non va esigendo come un amante geloso che le sue creature gli rendano costantemente adorazione.

Questa immagine quadra invece con l’idea che nel Cristianesimo di ha di Dio: un tizio molto potente che assomiglia  a noi, tanto nei nostri aspetti positivi come in quelli negativi.

Un siffatto Dio è logico che esige devozione, lode e persino regali. Ma il Dio vero non è affatto un povero mendicante, geloso, vendicativo e bramoso di adorazione. Il Dio vero continua nella sua interminabile attività creatrice. E si compiace nel vedere che le sue creature si destreggiano ciascuna secondo la propria natura. Senza che debbano continuamente volgersi a Lui per implorare per non essere condannate a qualche castigo eterno.

 

(Indipendenza dei propri pensieri: una mente libera al servizio dell’uomo ).

 

LA NASCENTE RELIGIONE COSMICA.

 

E nell’enunciare questo comandamento stiamo entrando in un terreno in cui la nascente religione cosmica si incontra con la vecchia teologia dogmatica, urtando frontalmente con essa.

Quando si invoca qualcuno si sta propiziando la sua presenza. Da un lato lo si sta esortando a che si manifesti. E inoltre in molte occasioni l’energia mentale dei ferventi adoratori rafforza fisicamente la capacità di manifestarsi di un “dio”, e dall’altro lato si sta debilitando la stessa psiche.

In questo modo si diminuisce la sua resistenza ( della psiche) a influenze esterne condizionandola con ciò a ricevere più docilmente il “messaggio” o le imposizioni del “dio”. Nella vita umana l’adulto normalmente non va correndo a ogni passo che compie per sentire quello che dice suo padre. Semplicemente egli deve prendere le proprie decisioni, e infatti le prende, senza pensare per questo di offendere il proprio genitore ancora in vita.

Invece nel campo religioso siamo stati condizionati e indottrinati a non fidarci di noi stessi e a dover costantemente consultare Dio. Adorazione, preghiera e supplica per sapere quale sia la Sua volontà in quel preciso momento. Seguendo così nella pratica, le direttive che ci hanno tracciato in anticipo coloro che si auto proclamano i suoi rappresentanti.

 

(Indipendenza dei propri pensieri: una mente libera al servizio del mondo ).

 

UN COMANDAMENTO FONDAMENTALE.

 

La migliore adorazione che di fatto si può rendere a Dio è l’uso retto delle creature della Natura. Qualcosa che nel Cristianesimo è stato completamente disprezzato. Essendo l’abuso della Natura qualcosa che secondo il punto di vista dottrinale non ha nulla a che vedere con la religione. Il rispetto della vita – comunque essa si manifesti- nelle religioni orientali è un comandamento fondamentale.

Nel Cristianesimo questo rispetto si manifesta solo per quel che riguarda la vita umana. E, tuttavia è molto comune che i cristiani più ferventi siano difensori della pena di morte e troppo inclini alle guerre sante. Questo, per difendere le cause della morale, l’onore della patria e le credenze religiose.

Questi devoti selvaggi del XX secolo non hanno nessuna remora a fucilare quelli che non la pensano allo stesso modo. E la prova di ciò sono le innumerevoli fucilazioni di persone onestissime praticate dal partito nazionale di Franco. ( Spagna Franchista).

(…) Quando parlo di non invocare e di non prostrarsi per adorare chicchessia, in nessun modo sto proponendo l’ateismo. Bisogna portare l’uomo e l’umanità ad un livello adulto. Smetterla di avere un’idea infantile di Dio come se Dio fosse un essere che sta giocando a nascondino e gli uomini dovessero permanentemente rincorrerlo.

 

(Indipendenza dei propri pensieri: una mente libera al servizio dell’uomo ).

 

UN’ADORAZIONE RAZIONALE.

 

l’adorazione o invocazione a Dio – al Dio vero e non al dio della Bibbia ( vecchio testamento) – È un’adorazione razionale e degna. Priva delle caratteristiche che hanno molte invocazioni e adorazioni e che possono essere designate come umilianti per la dignità dell’essere umano. l’uomo cerca e ha sempre cercato la Causa Suprema, il vero Dio, e le religioni gli presentavano un’immagine distorta di quel Dio personalizzato. In qualche essere che era colui che alla lunga traeva beneficio dalle invocazioni dei mortali, approfittando dell’energia che riceveva da loro per manifestarsi nell’una o nell’altra maniera.

Un esempio dell’importanza di questa “non adorazione” lo troviamo nella ‘tavoletta ouja’. Questa pratica pericolosa è al limite della razionalità umana e per questo motivo è di per sè un terreno in cui agli spiriti di basso livello risulta più facile manifestarsi.

Gli incidenti accaduti durante questi ‘giochetti’ esoterici sono numerosissimi e ancora per questo tanta gente ne è uscita psicologicamente alquanto male. Per alcuni di loro non c’è stata via di ritorno alla normalità. Da ultimo diremo che chi invoca si espone ad essere ‘parassitato’. Questo vale a dire che da una parte l’entità può abituarsi in modo vizioso ed esclusivo ad un certo tipo di energia dell’invocante. Al quale ricorrerà più volte, escludendo invece gli altri, dato che ha preso un gusto speciale per l’energia emessa da un certo essere umano.

D’altra parte può succedere che si crei un rapporto con l’entità e l’invocante dopo una serie di manifestazioni. l’entità può imparare ad estrarre l’energia di un determinato invocante con grande facilità. E da lì in avanti, parassitarlo, dato che ha trovato terreno fertile in quel soggetto particolare.

 

(Indipendenza dei propri pensieri: una mente libera al servizio del mondo ).

 

EVOLUZIONE RAZIONALE E SENZA PAURA.

 

Le parole chiave dei tempi futuri saranno “evoluzione” e “razionalità”. Ci dovrà essere un’evoluzione razionale e senza paura. Parole che vanno al di sopra di “patriottismo” e “tradizione” e tutte le altre che la stoltezza e gli interessi di alcuni individui hanno creato lungo i secoli. Al fine di mantenere gli uomini intontiti da falsi valori e in costante lotta fra loro.

Un’evoluzione razionale e senza paura conforme alle necessità e capacità umane e lontana dall’escludere tutti gli altri valori meritevoli. Che ingloberà e attuerà ma collocandoli al posto che corrisponde loro entro una realizzazione totale dell’uomo come l’essere autonomo e realmente intelligente.  ( leggi anche: La nuova Era dell’Acquario: l’età dell’oro ).

 

Tratto dal libro di Salvador Freixedo – La storia occulta dell’umanità, difendiamoci dagl Dei –

 

 

 

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.