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LETTERATURA

Il riscatto dalla povertà: realismo e romanticismo in Steinbeck.

Il riscatto dalla povertà: realismo e romanticismo in Steinbeck.

le qualità che maggiormente caratterizzano l’opera di John Steinbeck sono uno stile narrativo flessibile, una versatilità dei soggetti e una simpatia quasi mistica per l’essere comune.

La sua narrativa è popolata da uomini e donne in qualche modo isolati dal mainstream della società. Ma dotati di una visione ottimistica che è essa stessa fonte di forza. Il suo metodo narrativo caratteristico è quello di ritrarre queste persone con un’infallibile miscela di realismo e romanticismo.

Sebbene la Grande Depressione sia il fulcro sociale centrale del miglior lavoro di Steinbeck, i suoi personaggi rispondono a quelle forze sociali non solo in termini di confronto realistico, ma anche sotto forma di una fuga romantica e intuitiva.

I suoi personaggi diventano non tanto vittime del fallimento sociale o economico, ma celebranti di una forza vitale al di là della società e dell’economia. Il meglio del lavoro di Steinbeck mantiene questa tensione – sviluppata da un tono narrativo- tra il mondo della dura realtà e quello della libertà animalesca.

Anche in un romanzo tardo come “La Valle dell’Eden”, con i suoi migliori libri alle spalle, Steinbeck ha simbolicamente interpretato questa dualità. Nel riferimento alle due catene montuose che hanno definito il territorio dell’infanzia del suo narratore, i “soleggiati” pendii fioriti del Gabilans fino a est e le cupe e minacciose vette di Santa Lucia a ovest. ( leggi anche:  Il Furore del realismo sociale di John Steinbeck)

( Il riscatto dalla povertà: realismo e romanticismo in Steinbeck.).

I PASCOLI DEL PARADISO.

In nessun luogo questa dualità – la tensione tra realismo e romanticismo – è più evidente che nei primi racconti di Steinbeck. Quelli che formano la sua prima opera importante, “I pascoli del paradiso”. Strutturalmente il libro mostra l’influenza di Anderson’s Winenburg, Ohio, una serie di racconti, ciascuno indipendente ma connesso al luogo e al tema dell’isolamento psichico.

Utilizzando la trama di Winesburg come modello, “ I Pascoli del Cielo” affronta le vite di numerosi personaggi che vivono nella tranquilla e idilliaca valle sulle colline oltre Monterey.

Appartato come una pergola medievale o un castello incantato, il luogo evoca immagini di romanticismo e pace. Eppure, nonostante tutta la tranquillità esteriore, la valle può rimanere isolata dal mondo reale delle difficoltà economiche e di violenza.

CONFLITTI INTERIORI E   LA FRAGILITA’ UMANA.

La fattoria dei Munroe ( I Pascoli del Cielo), ad esempio, è maledetta e la maledizione si esegue su tutti i personaggi che entrano in contatto con i Munroe. Il tema di questa raccolta di racconti sono i conflitti interiori e la fragilità umana insiti nella tensione tra il desiderio dei personaggi di vivere nella pacifica valle e le proprie debolezze umane. Le quali impediscono loro di realizzare i propri desideri.

In altre parole, le storie formano un mito del Giardino dell’Eden degli ultimi giorni. La terra è bella, fruttuosa, prospera. Ma il popolo del paese è ostacolato dal serpente della fragilità umana.

Sebbene alcuni personaggi siano parenti spirituali, sono notevolmente diversi nei loro tentativi di conciliare la loro intuizione romantica con la realtà delle convenzioni sociali.

Tualrecito, per esempio, è tutto istinto. Sebbene sia limitato intellettivamente, possiede una grande forza e una capacità intuitiva di disegnare. Il titolo della storia, “ La leggenda di Tularecito”, suggerisce che, come una leggenda, Tualrecito è un figlio del romanticismo. Nella sua natura contraddittoria, è l’archetipo di tutti i personaggi della collezione. Prefigurando il gigante scemo, Lenny, in “Uomini e topi”, Tularecito porta distruzione su se stesso quando attacca Bert Munroe. E per questo viene mandato nel manicomio statale fuori dalla valle.

La sua punizione non è la morte fisica, come nel caso di Lenny, ma l’esilio dalla valle, dall’Eden. Tularecito è entrato in contatto con la realtà della convenzione sociale ed è sconfitto. L’intuizione è contrastata nell’interesse della stabilità sociale.

(Il riscatto dalla povertà: realismo e romanticismo in Steinbeck).

IL GIARDINO COME VITA DELLO SPIRITO.

Il giardino come vita dello spirito, come istinto, è un’immagine prominente in due storie di una raccolta successiva. Pubblicato nel 1938 “ La lunga vallata” contiene alcune delle opere più brillanti nel genere narrativo breve. Ne “I Crisantemi”, Steinbeck presenta la figura di Eliza Allen, una donna la cui dolcezza romantica è in conflitto con la brusca concretezza del marito. La storia rivela un sapiente intreccio di personaggi e ambientazione, di simbolo e tema.

Il giardino è allo stesso tempo l’ambientazione principale e il simbolo permanente che definisce il carattere di Eliza e la sua situazione di donna.

Vestita semplicemente, con abiti maschili, Eliza sta lavorando nel suo giardino quando la storia ha inizio. Il contrasto è subito evidente tra la natura sensibile di Eliza e l’indifferenza del suo abbigliamento maschile. Indifferenza fredda di suo marito e della vita nel ranch, immerso nella fredda nebbia grigia dell’inverno. L’unico sfogo di Eliza, il suo unico contatto con un impulso vitale più profondo, è la cura dei crisantemi. Questi sono il simbolo sia del suo bisogno sessuale che del suo riconoscimento del predominio della sua natura istintiva.

Come la regina vergine, Elisabetta, Eliza non ha figli e i suoi modi da uomo mascherano la sua sensibilità, una sensibilità che suo marito Henry, non comprende.

I crisantemi riescono a proiettare i sentimenti delle donne verso gli uomini forti. La conversazione tra Eliza e Tinker, (lo stagnino che si ferma al ranch in cerca di lavoro) permette ai lettori di vedere la natura dell’attrazione insita in Eliza. Infatti, afferma, “Eliza p incantato quando lo stagnino dice che gli piace seguire il ‘bel tempo’. Più specificatamente, questo è così e soprattutto quando Tinker esprime il suo interesse per i crisantemi che sembrano espliciti e fioriscono.

Dal romanzo, il tema dei crisantemi delle donne e della femminilità è ben esposto in special modo quando si guarda il comportamento associato alla moglie di Henry. La sua natura laboriosa, il suo carisma nel lavorare il giardino riflettono la natura dei lavori associati alle donne.

(Il riscatto dalla povertà: realismo e romanticismo in Steinbeck).

IL GIARDINO COME PAESAGGIO SIA FISICO CHE PSICHICO.

La Quaglia bianca. Ancora un’altra storia nella collezione presenta l’immagine del giardino come paesaggio sia fisico che psichico. Il giardino che Mary Tiller cura, non è il simbolo di una vita sana dello spirito, ma dell’amor proprio e dell’egoismo. La felicità di Mary con il suo giardino, si completa quando una notte vi vede una quaglia bianca, va a scapito del suo amore per suo marito.

Harry è escluso dal suo amore, spesso costretto a dormire da solo, anche se virtualmente la idolatra. Il giardino di Mary è il suo sogno di un’esistenza ordinata, non minacciosa e non sessuale. In un certo senso, Mary trema avanti a una vita di passione materiale. Quando un gatto un giorno vaga in giardino, Mary teme il suo potenziale come predatore e chiede ad Harry di sparargli. ( leggi anche: Esaltazione della personalità: egoismo e orgoglio).

Inspiegabilmente, spara alla quaglia, distruggendo così il sogno di Maria.

( Il riscatto dalla povertà: realismo e romanticismo in Steinbeck).

UNA STORIA DI MATURITA’ E MORTE.

Nel “Volo”, racconto ambientato tra le balze rocciose della masseria Torres, una storia di maturità e morte che riguarda Pepe, il figlio maggiore della vedova Torres. Un giovane alto e pigro, Pepe, ha ereditato il coltello di suo pare e desidera ardentemente il giorno in cui diventerà come suo padre, un uomo.

Mandato a Monterey per una commissione, Pepe viene insultato da un abitante del posto e uccide l’uomo con il coltello. Tornato, saluta sua madre e, armato del fucile e del cavallo di suo padre, lascia la sua casa per fuggire in montagna. A poco a poco, perde il fucile, poi il cavallo. Ora da solo, affronta la minaccia delle forze naturali e degli inseguitori. Alla fine, viene colpito da uno degli invisibili “osservatori oscuri”.

Significativamente, Pepe fa più affidamento sulla propria forza e coraggio mentre fugge nei su per i selvaggi passi di montagna. Mentre lascia la sua infanzia alle spalle, tuttavia, si avvicina anche alla propria fine. Il viaggio di Pepe è diventato non solo una fuga fisica dalla retribuzione della società, ma anche un simbolico pellegrinaggio verso la virilità e una morte redentrice.

(Il riscatto dalla povertà: realismo e romanticismo in Steinbeck).

I SOGNI INFRANTI DA UN CRUDO REALISMO.

Uomini in fuga, scontenti e affranti, vittime della loro diversità, scolpita nelle porte del tempo. Della loro terra promessa di sogno e giustizia, della loro pace sconvolta dall’esilio, dal randagismo, da un’anima inquieta della loro vita. I sogni infranti da un crudo realismo, il realismo epico di Steinbeck soggiorna in questa quotidianità vissuta e sofferta. Penetrata nella piccolezza immensa dell’uomo, in un repertorio in cui anche il più piccolo dettaglio contribuisce alla storia universale.

L’umanità oppressa, marginale e sconfitta, trova attenzione in appassionati affreschi di vita quotidiana, con le vene delle mani aperte.

Lo scontento totale ed estremo che permea ogni personaggio di Steinbeck, non ha però linee di nichilismo o rassegnata solidificazione del nulla. La narrativa militante, come specchio della sua produzione, scritta nel pieno dell’epoca del New Deal, non ha nella propaganda il suo punto di forza. Ma solo nel valore lucente della dignità, nella lotta per il bene comune, essa riluce.

( Leggi anche: Denaro falso di Lev Tolstoj: dalle tenebre alla redenzione).

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