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FILOSOFIA

Il Progresso dell’Umanità si attua con la Legge morale.

La legge civile modifica soltanto la superficie dell’essere umano, è la Legge morale che penetra la coscienza e pone in essere il progresso dell’umanità…..

Buone leggi contribuiscono senza dubbio al miglioramento dello stato sociale, ma sono impotenti ad assicurare la felicità dell’umanità, perché non fanno altro che comprimere le cattive inclinazioni senza annientarle; in secondo luogo perché sono più repressive che moralizzatrici e reprimono soltanto i più evidenti atti cattivi, senza distruggerne la causa. D’altronde, l’idoneità delle leggi è proporzionale alla bontà degli uomini; finchè questi saranno dominati dall’orgoglio e dall’egoismo, faranno leggi in favore delle loro ambizioni personali.

Ammesso dunque che gli uomini sono resi felici dal contatto con i vizi, il solo rimedio ai loro mali consiste nel miglioramento morale. Poiché le imperfezioni sono la fonte dei mali, la felicità aumenterà con la diminuzione delle imperfezioni.

Per quanto buona possa essere una istituzione sociale, se gli uomini sono cattivi la falseranno e ne snatureranno lo spirito per sfruttarla in loro favore. Quando gli uomini saranno buoni, creeranno buone istituzioni, e queste saranno durevoli, perché tutti avranno interesse alla loro conservazione.

Il problema sociale non ha dunque il suo punto di partenza nella forma di tale o tal altra istituzione; sta invece interamente nel miglioramento morale degli individui e delle masse. Questo è il principio, la vera chiave della felicità dell’umanità, perché allora gli uomini non penseranno più a nuocersi a vicenda.

(Il Progresso dell’umanità si attua con la Legge morale)

ESTIRPARE LA CORRUZIONE..

Non basta ricoprire la corruzione, bisogna estirpare la corruzione. Il principio di miglioramento si trova nella natura delle credenze, perché queste sono la molla delle azioni che modificano i sentimenti; si trova anche nelle idee inculcate fin dall’infanzia ed identificate con lo spirito e con le idee che l’ulteriore sviluppo dell’intelligenza e della ragione può fortificare e non distruggere. Grazie all’educazione, più ancora che all’istruzione, l’umanità verrà trasformata.

L’uomo che , secondo la Legge morale interiore si sforza seriamente per migliorare si assicura la felicità fin da questa vita; oltre alla soddisfazione della sua coscienza, si libera dalle miserie materiali e morali che sono le conseguenze inevitabili delle sue imperfezioni.

Sarà calmo perché le vicissitudini lo sfioreranno soltanto; sano perché userà il suo corpo senza eccessi; ricco perché si è sempre ricchi quando si si sa accontentare del necessario; avrà la pace dell’anima perchè non sentirà bisogni fittizi, non sarà tormentato dalla sete degli onori e del superfluo, dalla febbre dell’ambizione, dell’invidia e della gelosia; indulgente verso le imperfezioni altrui, ne soffrirà meno; queste faranno leva sulla sua pietà e non sulla sua collera; evitando tutto ciò che può nuocere al suo prossimo, parole ed azioni, cercando invece tutto ciò che può essere utile e piacevole per gli altri, nessuno soffrirà della sua presenza.

LA FELICITA’ NELLA VITA FUTURA.

Si assicura la felicità nella vita futura perchè, più sarà purificato e più si innalzerà nella gerarchia degli esseri intelligenti, più presto lascerà questa terra di prova per raggiungere i mondi superiori; perché il male che avrà riparato in questa vita, non dovrà più essere riparato in altre esistenze; perché nell’errore incontrerà soltanto esseri amici e simpatici, e non sarà tormentato alla vista incessante di quelli che avrebbero potuto lamentarsi di lui.

Se gli uomini, vivendo insieme, saranno animati da tali sentimenti, saranno felici quanto la nostra terra permette di esserlo; se, da vicini, questi sentimenti fanno parte di tutto un popolo, tutta l’umanità, il nostro globo assumerà spazio tra i mondi felici.

È una utopia? Sì, per chi non crede al progresso dell’umanità; no, per chi crede alla sua indefinita perfezionabilità.

Il progresso collettivo risulta da tutti i progressi individuali; ma il progresso individuale non consiste soltanto nello sviluppo dell’intelligenza e nell’acquisizione di qualche conoscenza: questa è soltanto una parte del progresso che non conduce necessariamente al bene, poiché si vedono uomini che fanno un pessimo uso del loro sapere; consiste soprattutto nel miglioramento morale, nella purificazione dello Spirito, nell’estirpazione dei germi negativi che esistono in noi; è questo il vero progresso individuale, il solo che possa assicurare la felicità dell’umanità, perché nega totalmente il male e la corruzione. Il più intelligente degli uomini può solo fare male; ma colui che è avanzato moralmente farà soltanto il bene. Vi è dunque interesse per tutti nel progresso dell’umanità, progresso morale.

(Il Progresso dell’umanità si attua con la Legge morale)

LA FEDE NELL’AVVENIRE.

Ma a che cosa servono il miglioramento e la felicità delle generazioni future a colui che crede che tutto crede che finisce con la vita? Quale interesse ha nel perfezionarsi, nel costringersi, nel dominare le sue cattive passioni, a privarsi per gli altri? Nessuno; la logica stessa afferma che il suo interesse è di godere presto e con ogni mezzo, poiché domani non sarà forse più niente.

La dottrina materialista è la paralisi del progresso umano, perché circoscrive la vista degli uomini sull’impercettibilità stessa dell’esistenza presente, perchè restringe le idee e le concentra necessariamente sulla vita materiale; in questa dottrina, l’uomo non essendo niente prima e niente dopo, ogni rapporto sociale cessa con la cessazione della vita, la solidarietà umana diventa una parola vana, la fratellanza una teoria senza radici, l’abnegazione in favore altrui un inganno, l’egoismo, con la sua massima “ognuno per sè”, un diritto naturale; la vendetta diventa un atto di ragione, la felicità appartiene ai più forti ed ai più abili…. Una società fondata su questi concetti porterebbe in sé i germi della dissoluzione prossima.

Altri sono i sentimenti di colui che, facendo propria la dottrina della vita eterna e che segue nel suo privato interiore la Legge morale, ha fede nell’avvenire; sa che nulla di quanto acquisisce, in scienza e moralità, è perso per lui, che il lavoro di oggi darà domani i suoi frutti, che sa che farà parte egli stesso di quelle generazioni future più avanzate e più felici. Sa che, lavorando per gli altri, lavora anche per se stesso. La sua vista non si ferma alla tangibilità della materia: abbraccia l’infinità dei mondi che saranno un giorno la sua dimora, intravede il luogo glorioso che dividerà un giorno insieme a tutti gli esseri giunti alla perfezione.

Con la Fede nella vita futura, il raggio delle idee si allarga; l’avvenire appartiene alla persona, il progresso individuale ha uno scopo, un’utilità effettiva. Dalla continuità dei rapporti tra gli uomini nasce la solidarietà; la fratellanza è basata sulle leggi della natura e sull’interesse comune.

IL PROGRESSO INDIVIDUALE .

La Fede nella vita futura è dunque l’elemento del progresso individuale prima, e collettivo poi, perchè stimola lo Spirito; può, da sola, dare il coraggio nella prova, perché ne fornisce la ragione, la perseveranza contro la lotta al male, perché fa vedere uno scopo. Bisogna dunque preoccuparsi di rinforzare questa Fede nello spirito delle masse.

Tuttavia, la Fede è innata nell’uomo e tutte le religioni la proclamano; perché dunque non ha dato fino ad oggi i risultati che se ne potrebbero aspettare? Perché viene generalmente rappresentata con forme e condizioni che la ragione non può accettare. Così come viene evidenziata, rompe ogni rapporto con il presente; dal momento in cui si lascia la terra, si diventa estranei all’umanità: nessuna solidarietà esiste tra i vivi e i morti; l’avanzamento è puramente per sè; lavorando per l’avvenire, si lavora e si pensa soltanto a sé, per uno scopo vago che nulla ha di definito, di positivo, su cui il pensiero su cui il pensiero possa riposare con fiducia; infine, perchè si tratta più di una speranza che di una certezza materiale.

Tuttavia, benché incompleti, i risultati non sono per questo meno reali. Quanti uomini sono stati incoraggiati e sostenuti nella via del bene da questa speranza vaga! Quanti si sono fermati sulla via del male per paura di compromettere l’avvenire! Quante nobili virtù questa fede ha sviluppato! Non disdegniamo le credenze del passato, benché imperfette, quando conducono al bene; erano proporzionate al livello di avanzamento dell‘umanità. Ma l’umanità che progredisce vuole persuasioni in armonia con nuove idee. Se gli elementi della fede restano stazionari e sono distanziati dallo Spirito perdono ogni influenza,, e il bene che avevano prodotto un tempo non può proseguire, perché non sono più all’altezza delle circostanze, ovvero della evoluzione spirituale ed intellettuale dei popoli.

( Il progresso dell’umanità si attua con la legge morale).

SODDISFARE LO SPIRITO E LA RAGIONE.

Perché la dottrina della vita futura porti ormai i frutti che se ne devono attendere, bisogna innanzitutto che soddisfaccia totalmente la ragione, che risponda all’idea che si ha della saggezza, della giustizia e della bontà di Dio; che non possa essere smentita dalla scienza; bisogna che la vita futura non lasci nello Spirito né dubbio né incertezza; che sia altrettanto positiva della vita presente di cui è la continuazione, allo stesso modo in cui l’indomani è la continuazione della vigilia; è necessario vederla, capirla, toccarla con mano; bisogna infine che la solidarietà tra passato, presente e futuro, attraverso le diverse circostanze, sia evidente.

Le peripezie della vita futura non sono dunque più soltanto una teoria, un’ipotesi più o meno probabile, ma il risultato di osservazioni; sono gli abitanti stessi del mondo invisibile che vengono a descrivere il loro stato, ed esiste una situazione che anche la più feconda immaginazione non avrebbe potuto concepire se non si fosse presentata agli occhi dell’osservatore.

 

IMMORTALITA’ DELL’ANIMA.

Fornendoci la prova materiale dell’esistenza e dell’immortalità dell’anima, iniziandoci ai misteri della nascita, della morte, della vita futura, della vita universale. Facendoci toccare con mano le conseguenze inevitabili del bene e del male. La dottrina spiritualista, meglio di qualunque altra, fa risaltare la necessità del miglioramento individuale e di una riforma interiore. Grazie ad esso, l’uomo sa da dove viene, dove va. ( Ciò che molti filosofi hanno cercato vanamente di spiegare perchè le loro disquisizioni si poggiano sul materialismo. E quindi prive di fondamento. Ricordiamoci sempre che la vera realtà è quella intangibile, invisibile, quantistica… che paradosso, vero?). Il bene ha uno scopo, un’utilità pratica; non forma l’uomo soltanto in vista dell’avvenire, ma anche per il presente, per la società. Grazie al suo miglioramento interiore conseguente all’osservanza del-la Legge morale, l’uomo preparerà in Terra il regno della pace e della fratellanza. Questo è il progresso dell’umanità.

A.K. OPERE POSTUME.

 

AMORE E SAGGEZZA.

E’ sommamente significativo che Amore e Saggezza, che sembrano a prima vista due qualità assai diverse e indipendenti, costituiscono due aspetti di uno stesso Raggio o Qualità Divina. Un esempio più profondo ci darà chiara ragione di tale fatto. Non vi può essere in realtà un Amore Spirituale, cioè veramente benefico, disinteressato, inclusivo, se non è soffuso di Saggezza. Senza questa l’Amore può errare ed eccedere. D’altra parte la sola Saggezza, la sola visione impersonale della Realtà resterebbe fredda, inattiva se non fosse pervasa dalla calda Fiamma dell’Amore. Queste due note- Eros e Logos- si completano, si potenziano a vicenda, formando una sintesi mirabile.

La Saggezza non implica solo il sapere, cioè una precisa conoscenza dei fatti, ma è qualcosa di più profondo. Essa non solo conosce, ma comprende per intuizione, anzi, per immedesimazione, per fusione di Anima; è l’intelligenza del cuore, è la comprensione amorevole….” ( I Sette Raggi)

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