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psicologia,  SPIRITUALITA'

Il Potere della parola e dei suoni: un coro nello Spazio infinito.

Ricordiamo che in principio ogni movimento è coesistente al Suono. Dove esiste il movimento esiste il Suono. Non sottovalutiamo il potere della parola e dei suoni, la forza di un mantra e di una preghiera e lo stato d’animo con cui vengono riprodotti. Sebbene l’udito umano riesca a percepire solo un limitato numero di vibrazioni sonore, al di sopra e al disotto di tali vibrazioni ne esistono altre. Che non si riescono a percepire.

Tutti gli atomi, girando attorno ai propri nuclei, producono alcuni suoni, impercettibili per l’uomo, e perfino il Fuoco, l’Aria, l’Acqua e la Terra hanno le proprie note particolari.

Si arriva dunque alla conclusione che tutto quanto esiste, che sia una molecola, un fiore, una montagna o un sistema solare, ha una nota peculiare. Che lo caratterizza e l’insieme di tutti i suoni che si producono nel Globo planetario produce una sintesi nel coro dello spazio infinito. Ogni mondo ha la sua Nota Chiave e l’insieme di tutte le Note Chiavi dell’Infinito forma quella che è chiamata da Pitagora “Musica delle Sfere”.

(Il Potere della parola e dei suoni. Un coro nello Spazio infinito).

LA MUSICA DELLE SFERE.

Il suono sorge dal silenzio. Il silenzio è eterno e permanente; intermittente e temporaneo. É la musica delle sfere e dei sistemi. Il suono sorge dall’etere che è un aspetto dell’Akasha; esso è una caratteristica dell’Akasha. Akasha o quinto elemento – è un altro nome che si dà alla memoria o ambiente dove nasce il suono dal quale esso sorge.

La Creazione è il risultato dei fenomeni del suono. I suoni, pronunciati ritmicamente, generano energia attraverso la ristrutturazione dell’ambiente esistente.

La musica non è altro che una composizione ritmica di suoni. Gli Atlantidei sapevano come utilizzare il suono per muovere blocchi di pietra e perfino piccoli mucchi di materiali. Così costruirono le grandi piramidi. Il suono generato dall’etere produce vibrazioni di luce, creando così, i colori; insieme, il suono e il colore creano le forme. In questo modo il suono è responsabile del colore e della forma. (leggi anche: “frequenze e vibrazioni nella creazione infinita“)

Da qui la sua importanza e la necessità che noi abbiamo di usarlo in maniera adeguata.

L’USO CORRETTO DELLA PAROLA.

L’uso adeguato del suono esige un uso corretto della parola. Se la parola non è ben compresa e ben impiegata, neanche la pratica del suono può essere apprezzata.

La parola rappresenta un dettaglio del suono. Il linguaggio contiene gruppi di frasi; la frase contiene gruppi di parole. La parola è formata da gruppi di sillabe; le sillabe sono formate da lettere che rappresentano il suono.

A loro volta le sillabe sono composte da consonanti e vocali; le vocali sono la vita del suono e le consonanti sono i veicoli di questi suoni di vita. Così, come prima cosa, bisogna conoscere la relazione tra la parola e il suono. Ogni volta che parliamo usiamo molti suoni. È necessario utilizzare tanti suoni? È sempre assolutamente necessario parlare a meno che non sia essenziale?

Diciamo subito che , ad esempio, un “Mantra” è un’energia mistica dentro ad una struttura di suono. Ogni Mantra racchiude nelle sue vibrazioni un determinato potere. Per mezzo della concentrazione e della sua ripetizione si libera un’energia e questa prende forma. ( la tradizione cattolica ci spiega la potenza del Rosario: le preghiere ripetute con una forte intenzionalità altruistica, generano energie meravigliose).

(Il Potere della parola e dei suoni. Un coro nello Spazio infinito).

CONNESSIONE TRA IDEA E PAROLA.

Da quando l’uomo esiste sono esistiti parole e linguaggio. Qual’è la connessione tra idea e parola? Benché possiamo osservare che parola e pensiero sono collegati, non è necessario che lo stesso pensiero richieda la stessa parola.

Il pensiero può essere lo stesso in venti differenti paesi; tuttavia il linguaggio che lo rappresenta è differente. La parola è il mezzo più facile per esprimere i propri pensieri e opinioni. È un mezzo prezioso che è stato dato solo agli esseri umani. Per questo motivo dobbiamo imparare ad usarlo appropriatamente. Il fine del linguaggio è quello di rivestire il pensiero e metterlo a disposizione degli altri.

Quando parliamo, evochiamo un pensiero e gli diamo vita, rendendo udibile ciò che è nascosto dietro di noi. Il corretto linguaggio rivela, e può anche creare, una forma che racchiuda un proposito benefico. Così come un linguaggio scorretto può creare una forma che abbia un obiettivo malefico. Senza rendersene conto, parliamo incessantemente, giorno dopo giorno. Usiamo parole; moltiplichiamo suoni e ci circondiamo di mondi, di forme create da noi stessi.

Pertanto è essenziale pensare prima di parlare: c’è una connessione tra idea e parola e bisogna purificare prima di ogni altra cosa il pensiero e poi emettere il “suono” della parola.

(Il Potere della parola e dei suoni. Un coro nello Spazio infinito).

IL TEMPO UN FATTORE IMPORTANTE.

La parola è un razzo che percorre i mondi, che scatena forze potenti le quali muovono entità e che provoca effetti potenti. In realtà, gli effetti sono irreparabili tanto per quanto riguarda il bene che il male. Evidentemente, se si potesse porre rimedio immediatamente, prima che le parole producano conseguenze, non si causerebbero danni. Ma quanto più passa il tempo, più danni si producono. Il tempo è un fattore importante.

Supponete che abbiate dato l’ordine di tagliare la testa a qualcuno e che coloro che devono eseguire i vostri ordini si sono messi già al lavoro.

Che cosa possiamo fare per riparare quando è già caduta la testa? Potremmo riattaccarla? Una volta dato l’ordine, che cosa si può fare? Dare un contrordine, cioè, inviare un comando opposto ad altri messaggeri, altri servitori affinchè impediscano l’esecuzione.

Ma se sarà trascorso troppo tempo, non potremmo più riparare. Per questo motivo Gesù disse: “Prima che il sole tramonti, vai a riconciliarti con i tuoi fratelli”. Questo significa che bisogna riparare immediatamente il male che si è fatto agli altri.

Ma il sole che tramonta simboleggia anche la fine della vita, la morte. Non bisogna aspettare, dunque, di essere nell’altro mondo per pensare di riparare i crimini o le trasgressioni che si sono commessi. Perché la giustizia, cioè il karma, entra in azione e fa pagare fino all’ultimo centesimo. La maggioranza degli uomini non sa come agisce la legge del karma: lascia ribollire i propri sentimenti, dice qualsiasi cosa. Ma un giorno il karma suona alla porta e dice: “Ecco! Ora, devi pagare!. ( leggi anche : ” Karma ordine naturale dell’Universo“)

Bisogna riparare, dunque, immediatamente, ma non perchè abbiamo paura della Giustizia esatta, ma soprattutto per amore e compassione del prossimo che abbiamo colpito. Non si aspetta il giorno dopo, perchè la parola se ne va volando. Si tratta di una forza, di un potere che percorre lo spazio ed agisce: ecco dunque il tempo  un fattore importante da considerare.

(Il Potere della parola e dei suoni. Un coro nello Spazio infinito).

DUE REGIONI DIFFERENTI.

Dobbiamo sapere che esiste un potere ancora più attivo della parola che è il pensiero. E, se ci mettiamo a lavorare instancabilmente col pensiero, possiamo rendere più equilibrate le nostre parole. È difficile, naturalmente, perchè il pensiero e la parola appartengono a due regioni differenti. ( potenza del pensiero)

La parola appartiene al piano fisico, è una vibrazione, uno spostamento d’aria. Mentre il pensiero appartiene al piano eterico. Il dominio della nostra mente è una conquista imprescindibile nel sentiero verso la perfezione. Poiché prima si produce il pensiero e poi la parola. Se controlliamo il pensiero controlleremo la parola, le emozioni, gli atti, in definitiva la nostra vita. Se feriamo una persona con le nostre parole, chiederle poi perdono non è sufficiente, sebbene sia già un buon principio.

Il danno si riduce e gli effetti di dette parole non producono disastri. Evidentemente chi perdona dà prova di nobiltà, di generosità e si distacca, liberandosi dei tormenti che lo mantenevano nelle regioni inferiori.

Invece, chi non perdona soffre, l’immagine della persona che gli ha fatto del male rimane fissa nella sua mente. Egli pensa continuamente a lei, è imprigionato, non avanza. Se Gesù disse che bisogna perdonare ai nemici fu affinchè l’umo si liberasse dai pensieri negativi e dai rancori che lo consumano. Si tratta di una legge straordinaria. Ma quando perdoniamo a qualcuno, non per questo l’argomento è chiuso. Il perdono libera colui che fu maltrattato, danneggiato o calunniato. Ma non libera colui che commise la mancanza. Per liberarsi il colpevole deve riparare.

(Il Potere della parola e dei suoni. Un coro nello Spazio infinito).

RISVEGLIARE IL DIVINO NELL’UOMO.

Diremo: “Ma che relazione esiste tra la parola e la purezza?” le parole che vengono dall’anima e dallo spirito sono ispirate da tutto ciò che c’è di più disinteressato e bello. Le parole d’amore e di affetto sono atte a risvegliare il divino nell’uomo. Esse sono di una grande purezza e non potrebbero mai danneggiarlo. Con la parola possiamo ripulire e purificare gli esseri come un torrente, come un fiume che fluisce, la parola lava e purifica ogni cosa.

Ma se cambiamo natura della parola, possiamo sporcare tutto di nuovo. Pertanto, bisogna meditare spesso su questo tema e cercare quelle parole con le quali si possa ripulire il cuore degli umani.

LA PUREZZA DELLO SGUARDO.

La purezza dello sguardo, della parola, del gesto, dei sentimenti, del pensiero e dell’intenzione, fanno sì che l’uomo diventi quasi una divinità.

Per questo lavoro gigantesco non sono molti i candidati, perché pochi si rendono conto della sua importanza. Gli iniziati cercano unicamente e veramente la purezza, perché sanno che se non la cercano, se non la vivono intensamente, non avranno risultati.

Non è l’opinione pubblica quella che conta per loro; un iniziato vuole essere puro davanti al Cielo. Per questo lavora giorno e notte e non gli interessa l’opinione che gli altri possono avere di lui. Che valore può avere l’opinione pubblica? Se un uomo è impuro, il fatto che gli altri lo credano puro non può purificarlo. E se è puro, nonostante che alcuni lo calunnino, non potrà essere sporcato.

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