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SALUTE E BENESSERE

Il digiuno terapeutico come cura per l’anima. (II)

A spingere al digiuno terapeutico, dovrebbero essere non solo gli effetti dimostrati di terapia e prevenzione. Ma anche un aspetto animico- spirituale, poiché dall’unilateralità si può sviluppare un egoismo che cerca di tener conto solo della salute fisica. E che mette così in pericolo la possibilità di una trasformazione totale e armonica, perché, esattamente come ogni altro tipo di egoismo, questo egoismo ha componenti dannose.

Se invece il fine è prevalentemente spirituale, c’è il pericolo che si manifesti un ingiustificato odio per il corpo, come espressione della lotta contro i “peccati carnali”, oppure c’è la possibilità che si sviluppi un orgoglio spirituale, che prolifera sul terreno dell’arroganza, quando colui che digiuna produce qualcosa o quando egli, passati i giorni di vera depressione, prova una sensazione di grandezza.

( Il digiuno terapeutico come cura per l’anima)

LE TRASFORMAZIONI INTERIORI

Romano Guardini descrive questa sensazione di sublimità in modo estremamente penetrante in uno studio sulla persona di Gesù Cristo. Il quale, dopo il battesimo nel Giordano, prima di fare il suo ingresso tra gli uomini, ha digiunato 40 giorni. “Durante il digiuno avvengono delle trasformazioni interiori, nello stesso tempo il corpo si rilassa. Lo Spirito diventa più libero. Tutto si scioglie, diventa più leggero, si risente meno dell’intralcio e del fardello della pesantezza. I limiti del reale prendono movimento; il campo possibile si dilata. Lo spirito si sensibilizza, la coscienza è più lucida, sottile, forte. Cresce la sensibilità per le decisioni spirituali… cresce la coscienza della potenza spirituale e diventa un pericolo pressante quello di non riuscire più a riconoscere chiaramente la misura del proprio destino, i limiti del proprio essere finito, la propria dignità e le proprie capacità: il pericolo dell’insuperbimento , della magia, della vertigine del divenire dello Spirito”.

( Il digiuno terapeutico come cura per l‘anima)

LA CONSOCENZA DEI SINTOMI DELLA CRISI

Un orgoglio spirituale di questo tipo, non è meno ripugnante del già descritto egoismo, che dà spazio soltanto alla salute del corpo. Entrambe queste degenerazioni sono evitabili se ci si mantiene umili, modesti e grati. Per questo, nel digiuno, accanto ai già menzionati metodi ausiliari della riflessione e del rilassamento, bisognerebbe dare sufficiente spazio alla meditazione. In quale misura debbano essere usati metodi ausiliari, comprese anche le medicine come l’omeopatia e il riconoscimento di una medicina aperta alla scienza dello Spirito, è una questione individuale e la conoscenza dei sintomi della crisi, anche , in certa misura, l’esperienza personale del medico curante.

Relazione del Dr. Leopold Feldemayer.

(Il digiuno terapeutico come cura per l‘anima)

IL DIGIUNO INTERMITTENTE.

IL Digiuno intermittente può aiutare a migliorare l’immunità, la disintossicazione e anche la prontezza mentale. Questo tipo di digiuno consiste nel non mangiare cibi solidi tra le 16 e le 32 ore alcune volte a settimana su base programmata, tornando a una dieta normale preferibilmente con bassi valori di zuccheri e grassi.

Per ottenere i benefici, la strategia più comune per iniziare è quella di rimanere senza cibo per 14 o 16 ore, bevendo solo liquidi: acqua, tè senza zucchero. Questo tipo di digiuno è consigliato solo a persone sane. Pertanto, il consenso e il supporto medico, un professionista del campo che è a conoscenza di questo tipo di trattamento è utile per garantire che sia ben fatto e che faccia bene alla salute.

Esistono diversi modi per ottenere questo tipo di privazione, sebbene in tutti vi sia un periodo di restrizione alimentare:

16h di digiuno, che consiste nello stare tra le 14 e le 16 ore senza mangiare. Incluso il periodo notturno di sonno, e mangiare per le restanti 8 ore del giorno. Con uno stacco di due ore e mezza tra uno piccolo pasto e l’altro..

lo stacco di 16 ore può così farsi: cena alle 20.00 e pranzo alle 12.00 del giorno successivo;

il digiuno di 24 ore, è fatto per un giorno intero, una volta a settimana.

Un digiuno di 36 ore, che consiste nel trascorrere un giorno intero e metà dell’altro senza mangiare. Questa pratica va fatta dalle persone già abituate ai digiuni e sotto guida medica.

Mangiare 5 giorni e limitarsi per 2 giorni, il che significa mangiare normalmente per cinque giorni a settimana e in due giorni ridurre la quantità di calorie a circa 500.

Nel periodo di digiuno, acqua e tè o caffè senza zucchero. Si possono assumere succhi non dolcificati per attenuare il senso di fame o assumere cibo leggero perché nessuno deve soffrire la fame fisica e il disagio psicologico quando adotta questi trattamenti.

I VANTAGGI DELLE TERAPIE

I vantaggi delle terapie sono molti e importanti:

velocizza il metabolismo: contrariamente alla convinzione che il digiuno può rallentare il metabolismo. Che è vera solo nel caso di digiuni molto lunghi, come 48 ore, ma in modo controllato e breve. Il metabolismo accelera e favorisce la combustione dei grassi;

regola gli ormoni, favorisce il rilassamento, elimina le cellule “difettose” nel corpo, ha un’azione anti-invecchiamento.

Inoltre, quando si pratica il digiuno intermittente, grazie alla regolazioni ormonale, le persone possono sentire la loro mente più vigile e attiva. Nonché un benessere generale psico-fisico.

Ovviamente questa pratica terapeutica è controindicata in qualsiasi situazione di patologia. Ed in particolare anemia, ipertensione, ipotensione o insufficienza renale, e quindi c’è la necessità di utilizzare farmaci specifici.

Da evitare anche per le persone che hanno avuto dei trascorsi di anoressia/bulimia; diabetici, donne in gravidanza o allattamento.

Tuttavia, anche le persone apparentemente sane dovrebbero consultare il proprio medico per valutare le condizioni ed eseguire esami del sangue prima di iniziare.

Dott.ssa Tatiana Zanin , dietologa, nutizionista.

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