FILOSOFIA

I sofisti maestri dell’eristica e della retorica.

ODIATI DAI FILOSOFI TRADIZIONALI, I SOFISTI  MAESTRI DELL’ERISTICA E DELLA RETORICA,PENETRARONO NELLA SOCIETA’ ATENIESE CON UNA PROMESSA UNICA. CHIUNQUE PUO’ ESSERE SAGGIO. SI PRESENTANO COME MAESTRI SEBBENE IL LORO METODO NON FOSSE IL PIU’ ETICO – ALLA LUCE DEI GRANDI EDUCATORI – DIVENTARONO I PRIMI PROFESSIONISTI DELLA CONOSCENZA.

( I sofisti i maestri  dell’eristica e della retorica)

Per conoscere i sofisti, torniamo alla metà del V secolo a.C.. Atene aveva appena vinto la guerra medica contro i persiani, quindi il razionalismo faceva parte del loro DNA. Erano sotto il comando di Pericle, che considerava le arti la chiave del successo. Pericle era un uomo brillante, studioso e amante della letteratura. E poichè la letteratura era la sua passione, possedeva un lessico straordinario. Era un maestro della retorica i cui discorsi erano così eloquenti che davano piacere a chi lo sentiva parlare.

All’epoca Atene era governata da una democrazia assembleare, quindi il sapersi esprimere era un imperativo. I sofisti educarono all’aretè politico, che era costituito da un atteggiamento intellettuale e oratorio. Erano abili nelle tecniche di retoriche ed eloquenza che a volte usavano nelle mostre pubbliche e in cui insegnavano ai loro discepoli.

Una delle tecniche era “l ‘eristica“, che consisteva in una serie di abilità dialettiche miranti a battere l’avversario in un dibattito. L’eristica era necessaria nel dibattito circa gli affari pubblici nella Polis di Atene governata da un sistema democratico, basato sull’uguaglianza e sulla partecipazione dei cittadini.

( I Sofisti maestri dell’eristica e della retorica)

LA PAROLA E’ UN POTENTE SOVRANO.

Come sostiene Gorgia ” La parola è un potente sovrano”, e la democrazia è talvolta definita come il governo della migliore argomentazione. In questo contesto, un sofista può essere definito come un maestro nell’arte di fare discorsi acuti” Platone, Protagora 312 g.

Con il potere persuasivo delle parole è possibile convincere un pubblico piccolo o grande che sia. Quindi, Pheito, la persuasione, è una potente dea, come ” l’essere affascinante cui non viene negato nulla”. I sofisti erano esperti nell’arte del parlare, l’arte del logos. I sofisti sono i primi allenatori e formatori nell’arte della retorica e dell’eloquenza. Furono anche i primi “spin doctor” o consulenti politici in cui avrebbero sviluppato una certa visione di potere e consigli per preservarlo. Ciò che è rilevante è che l’educazione alla democrazia implica la padronanza di una serie di tecniche poichè il parlare in pubblico richiede una certa formazione. Il successo esige la padronanza linguistica e persuasiva.

( I sofisti, maestri dell’eristica e della retorica)

RELATIVISMO.

La reputazione negativa dei sofisti proviene da coloro che li accusavano di essere in grado di difendere qualcosa e il suo contrario senza troppi problemi. O, in altre parole, i sofisti sono all’origine dei sofismi, i falsi ragionamenti ( vedi i politici di oggi, in particolar modo). Tuttavia, secondo altre visioni, i sofisti sono i primi umanisti.

Come sostiene Werner Jaeger, le più moderne storie di filosofia considerano i sofisti come fondatori del soggettivismo e del relativismo filosofico. Ciò significa che l’ipotesi epistemologica che tutti condividevano era che: La conoscenza poteva essere relativa solo alla materia percepita”.

Un esempio di questo relativismo è offerto da Gorgia quando afferma che il retorico non dovrebbe essere rimproverato se i suoi studenti hanno usato la loro propria abilità per scopi “oscuri”, nè un istruttore di boxe può essere rimproverato se il suo pugile va e mette k.o suo padre. Ciò è legato all’etica delle professioni, all’adattamento etico di mezzi e fini.

Si potrebbe dire che i sofisti affermarono uno scetticismo critico che contrasta con la difesa della democrazia o della pari dignità umana, in cui, il più aristocratico Platone, loro fervente critico, non si distingue.

Possiamo pensare che i sofisti affrontano la questione del potere come antecedente al pragmatismo machiavellico. Entrambi gli approcci cercano il successo e suggeriscono come raggiungerlo, in modo realistico, a volte cinico, a volte astuto.

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