AMBIENTE

ECOSISTEMA habitat di organismi viventi.

La definizione più semplice di un ecosistema è che si tratta di una comunità o un gruppo di organismi viventi che vivono ed interagiscono tra loro in un ambiente specifico o habitat. Quindi è un habitat di organismi viventi.

Ad esempio le foreste tropicali sono ecosistemi costituiti da esseri viventi come alberi, piante, animali, insetti e microrganismi che sono in costante interazione tra loro e che sono influenzati da altri fattori fisici ( sole, temperatura) o chimici ( ossigeno o nutrienti).

Gli scienziati ci dicono che un ecosistema è l’unita di base nel campo dello studio scientifico della natura. Secondo questa disciplina, un ecosistema è un ambiente, COMUNITA‘ o habitat fisicamente definito, costituito da due componenti inserparabili:

1- IL BIOTOPO (abiotico), un particolare ambiente fisico con caratteristiche fisiche specifiche come il clima, la temperatura, l’umidità, la concentrazione di nutrienti o il PH.

2- la BIOCENOSI (biotica), un insieme di organismi viventi come animali, piante o microrganismi, che sono in costante interazione e si trovano quindi in una situazione di interdipendenza.

(Ecosistema: habitat di organismi viventi)

Il concetto di ecosistema è possibile a diverse scale di grandezza. DA organismi pluricellulari come insetti, animali o piante a laghi, catene montuose o foreste fino al pianeta Terra nel suo insieme.

GLI ECOSISTEMI MARINI.

Insieme agli ecosistemi di acqua dolce, anche gli ecosistemi marini fanno parte della più ampia categoria di ecosistemi acquatici e coprono oltre il 76% della superficie terrestre, e hanno un alto contenuto di sale. Alcuni esempi di ecosistemi marini sono sistemi offshore come la superficie dell’oceano, il mare profondo, gli oceani pelagici o il fondale marino. Ma ci sono anche sistemi nearschore come le barriere coralline, mangrovie e alghe.

Anche gli ecosistemi marini possono essere caratterizzati secondo le dimensioni abiotiche e biotiche sopra menzionate. In questo modo, i suoi componenti biotici sono gli organismi e le loro specie, predatori, parassiti e concorrenti. Al contrario, la concentrazione di nutrienti, la temperatura, la luce solare, la turbolenza, la salinità e la densità sono i suoi componenti abiotici.

COME FUNZIONANO GLI AMBIENTI NATURALI?

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Gli ecosistemi naturali o anche ambienti naturali sono sistemi “bilanciati”. Ciò significa che le interazioni tra i diversi organismi che compongono l’ecosistema contribuiscono a una certa stabilità. Ad esempio, negli ecosistemi delle praterie, gli erbivori consumano erba. Ma alimentano anche il terreno con i loro escrementi, il che consente all’erba di ricrescere e quindi c’è una sorta di equilibrio. Tuttavia, ciò non significa che un ecosistema, anche sano, sia statico. Gli ecosistemi sono in continua evoluzione in quanto basati su processi dinamici in costante cambiamento.

Ad esempio, la biocenosi sono organismi viventi che interagiscono con il loro ambiente e lo trasformano costantemente. Come? Poichè gli animali compattano il suolo, le piante creano umidità o regolano la temperatura e i batteri aiutano nel mondo microscopico. Proteggendo ogni tipo di animale dalle malattie e aiutando nel loro processo di digestione. Inoltre, un ecosistema si evolve anche a causa di eventi esterni o imprevisti. UN fenomeno climatico o naturale, ad esempio, può portare a trasformazioni nell’ambiente, in questo modo, la biocenosi degli organismi viventi dell’ecosistema si adatta a questi nuovi vincoli e si verificano cambiamenti. E’ anche curioso che sebbene un ecosistema sia sempre alla ricerca di stabilità, non ci riesce mai perfettamente; I vari squilibri naturali tendono a compensarsi permanentemente. Alcuni ecosistemi si evolvono molto lentamente mente altri possono trasformarsi molto rapidamente; in casi estremi possono persino sparire.

L’IMPATTO DELLE ATTIVITA’ UMANE.

Siamo riusciti a controllare il fuoco, praticare l’agricoltura e costruire veicoli di trasporto. Abbiamo costruito fabbriche, dighe, pannelli solari e siamo costantemente alla ricerca di nuovi modi di esplorare lo spazio. e quale è stata la conseguenza dell’impatto delle attività umane? La sete della razza umana di usare, modificare e trasformare gli ecosistemi naturali sembra infinita. Ad esempio, quando trasformiamo una pianura per coltivare i campi di cereali, stiamo modificando significativamente quell’ecosistema locale. A volte, finiamo per cambiarlo completamente dalle sue basi originali.

Oggi le attività umane hanno un tale impatto sugli ecosistemi ora linea naturale dell’antropocene. Questo è un periodo che definisce il significativo impatto umano delle attività sui sistemi atmosferici, biosferici, geologici e idrologici della Terra. Questo periodo di tempo considera anche i cambiamenti che si verificano a causa di eventi scatenati dal cambiamento climatico. Possiamo vedere tutte queste modifiche ovunque. Quando gli alberi crollano sotto i colpi dell’uomo, nella foresta amazzonica, gli ecosistemi cambiano mentre le specie lottano per sopravvivere. E l’umidità locale e il clima cambiano entrambi. Inoltre, la costruzione di una diga modifica anche la distribuzione dell’acqua e influisce sulle specie che vivono lungo il corso del fiume.

LA SOPRAVVIVENZA DELL’AMBIENTE.

Come tutti gli altri esseri viventi, gli umani dipendono dai servizi dell’ecosistema naturale per la sopravvivenza. Ne abbiamo bisogno per ottenere il cibo, l’acqua e per trasformare le materie prime nei nostri prodotti di tutti i giorni. Quindi, al fine di mantenere le nostre condizioni di vita, è fondamentale preservare e prendersi cura dell’ Habitat in cui viviamo.

Ad esempio, l’agricolutra che ci fornisce il cibo dipende dalle caratteristiche di un ecosistema specifico. I cereali o le verdure crescono solo in determiante condizioni di temperatura ed umidità. Hanno anche bisogno di determinati processi naturali, come l’impollinazione. Se cambiamo queste caratteristiche troppo intensamente, c’è il rischio di non essere più in grado di produrre ciò che produciamo oggi. O almeno allo stesso modo. Ecco perchè ci sono alcune tecniche agricole che comprendono e gestiscono la produzione di alimenti. ( come agro-forestale, la permacoltura o agricoltura rignereativa). Che i più ampi impatti dell’utilizzo di erbicidi, pesticidi, esaurire le fonti d’acqua nelle vicinanze o scommesse su diversi tipi di alberi che rendono gli ecosistemi più resilienti.

RIPRISTINARE LA SALUTE DELL’AMBIENTE.

Non esiste una risposta diretta a questa domanda. Ma le attività umane hanno impatti che non si notano istantaneamente. Ciò significa che l’impatto visivo di questi effetti non è presente nella maggior parte dei casi. Inoltre, il capitale ecologico è difficile da misurare.

Ad esempio, trasformare la terra per costruire un hotel avrà costi specifici ( acquisto del terreno, materiali da costruzione, manodopera). E le entrate possono essere previste attraverso la stima del tasso di occupazione, del prezzo per stagione. Ma non esiste un modo preciso per quantificare il valore di quel parco e quegli alberi che dovranno essere abbattuti per costruirlo. Qual è il suo valore per l’ambiente? E per le famiglie che ci vanno tutti i giorno? Non esiste un modo esatto per rispondere a questa domanda. Sebbene organizzazioni come il Parlamento europeo stiano cercando di far luce su questo problema.

Olre alla necessità di utilizzare i servizi degli ecosistemi su larga scala per mantenere l’economia in movimento, c’è anche un’altra teoria molto discussa su questo tema. Dice che un servizio ecosistemico è comune e non appartiene a nessuno in particolare. Gli umani lo sfrutteranno finchè non sarà esaurito. Questa teoria in cui gli individui perseguono i loro interessi è chiamata tradedia dei beni comuni.

Per cercare di ripristinare la salute dell’ambiente ecosistema e il loro equilibrio. I nostri processi di consumo ed estrazione dovranno diventare più efficienti e circolari. Per questo è cruciale che le aziende sviluppino strategie di sostenibilità e che valutino il loro impatto e agiscano su di esso. I governi devono creare regolamenti migliori. Per incoraggiare le aziende ed includere il capitale naturale nel modo più adeguato. E non invasivo per la salvaguardia dell’ambiente di accedere al progresso: il PIL.

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