Denaro falso di Lev Tolstoj: Dalle tenebre alla redenzione.
LETTERATURA,  Letture

DENARO FALSO DI LEV TOLSTOJ. DALLE TENEBRE ALLA REDENZIONE.

Il grande scrittore russo Lev Tolstoj dice una frase molto significativa inerente alla questione “karma” o destino come lo vogliamo chiamare. Il senso è lo stesso: “Fa’ quel che devi e accadrà quel che può”. Denaro falso di Lev Tolstoj

– Fa’ quel che devi – per il tuo bene e per il bene del prossimo.

– E accadrà quel che può – secondo la legge karmica. Se hai imparato la lezione, la prova che ti è giunta non è più un ostacolo, un dramma. Ma diventa uno stimolo a progredire e a migliorare sempre di più. E chissà se non cessa del tutto grazie a un merito personale molto alto agli occhi della grande Legge CosmicaDIO – .

E per quel che riguarda il karma collettivo ricordiamo ancora le parole dello stesso autore. “Per costruire una vita migliore, devono diventare migliori i singoli individui”. Siamo tutti uniti indissolubilmente poiché veniamo tutti dalla stessa Fonte, alla quale tutti ritorneremo.

Di seguito un estratto dal libro : Denaro falsola cedola falsificata. Lev Tolstoj.

(Denaro falso di Lev Tolstoj. Dalle tenebre alla redenzione).

IL CAMBIAMENTO SALVIFICO.

Cap. IV – Stjepan Pelaghèjuskin anche prima era pacifico, ma negli ultimi tempi egli sorprendeva anche il direttore, e i carcerieri, e i compagni per il cambiamento salvifico avvenuto in lui. Senza averne ricevuto l’ordine e senza che toccasse a lui, faceva tutti i lavori più penosi. E fra questi la pulizia dei vasi immondi. Ma nonostante questa sua umiltà, i compagni lo rispettavano e lo temevano. Conoscendo la sua energia e la sua grande forza fisica. Specialmente dopo quanto gli era successo con due vagabondi che gli si erano buttati addosso. Ma dei quali egli si sbarazzò, rompendo il braccio a uno di loro.

Questi vagabondi si erano proposti di spogliare al gioco un giovane detenuto che aveva del denaro. E infatti gli tolsero tutto quello che aveva. Stjepan intervenne e tolse loro il denaro guadagnato, i vagabondi lo ingiuriarono e poi lo percossero. Ma egli li vinse tutti e due. Quando il direttore si informò del motivo di quella rissa, i vagabondi dichiararono che Pelaghèjuskin li aveva battuti. Stjepan non si giustificò e accettò docilmente il castigo. Che consisteva in tre giorni di reclusione e nel trasferimento in una cella isolata.

La cella isolata era penosa per lui perché lo separava da Cjujev e dal Vangelo. E oltre a ciò, egli temeva che tornasse ancora la visione di lei e degli spettri neri. Ma non ci furono visioni. Tutta l’anima sua era piena di un nuovo contenuto che la rallegrava. Sarebbe stato contento della sua solitudine se avesse potuto leggere. e se avesse posseduto il Vangelo. Il Vangelo glielo avrebbero dato ma non poteva leggerLo.

(Denaro falso di Lev Tolstoj. Dalle tenebre alla redenzione).

IMPARARE A LEGGERE GRAZIE AL VANGELO.

Da piccolo aveva incominciato ad imparare a leggere secondo il metodo antico. Ma per poca capacità non era andato oltre l’alfabeto e non aveva mai potuto capire la formazione delle sillabe. E così era rimasto analfabeta.

Ora però decise ad imparare a leggere e chiese al carceriere il Vangelo. Il carceriere glielo portò ed egli si mise al lavoro. Riconosceva le lettere, ma non riusciva a metterle insieme. Per quanto si arrabattasse per capire come con le lettere si formassero le parole, non riusciva a nulla.

La notte non dormiva, pensava sempre, non aveva voglia di mangiare. E l’angoscia che provava lo avvilì tanto che fu invaso dai pidocchi al punto da non potersene liberare.

– Ebbene, non ci sei ancora arrivato? – domandò una volta il carceriere.

– No- , rispose.

– Ma sai il Padre Nostro? –

– Lo so-

– Se lo sai, leggilo. Eccolo – e il carceriere gli mostrò il “Padre Nostro” nel Vangelo. Stjepan cominciò a leggere la preghiera paragonando le lettere che conosceva con i suoni che conosceva. E ad un tratto gli si rivelò il segreto della combinazione delle lettere e cominciò a leggere. Fu una grande gioia. E da quel momento si mise a leggere. E il senso che a poco a poco si sprigionava dalle parole messe assieme. Con difficoltà riceveva un significato ancora più grande.

La solitudine ora non gli pesava più, ma anzi lo rallegrava. Era tutto preso dal suo lavoro. E non si rallegrò punto quando lo ricondussero di nuovo nella camerata comune. Perché le celle fossero libere per alcuni detenuti politici arrivati di fresco….

(Denaro falso di Lev Tolstoj. Dalle tenebre alla redenzione).

TUTTI ASCOLTAVANO LA SUA LETTURA.

Cap. V

ORA non era più Cjuev, ma Stjepan che spesso nella camerata leggeva il Vangelo. E alcuni detenuti cantavano canzoni oscene. Mentre altri ascoltavano la sua lettura e i suoi discorsi su ciò che aveva letto. Due di loro poi l’ascoltavano sempre in silenzio e con attenzione. Un ergastolano, assassino, che faceva il boia, Machorkin e Vasilji, il quale di nuovo aveva commesso un furto. E aspettando il giudizio, stava nello stesso carcere. Machorkin, due volte durante la sua permanenza in prigione, aveva prestato l’opera sua, tutte e due le volte in luoghi lontani. Perché non si trovava chi volesse eseguire le condanne pronunciate dal tribunale. I contadini che aveva ucciso Pjotr Nikolàjevic erano stati giudicati da un tribunale militare. E due di loro erano stati condannati alla pena di morte mediante impiccagione.

Machorkin fu richiesto a Pènza per l’adempimento del suo dovere. In simili casi egli scriveva subito, sapeva scrivere bene, un esposto al governatore. Nel quale spiegava che egli era stato comandato a Pènza per l’adempimento dei suoi doveri. E perciò pregava il capo del distretto di fargli assegnare il denaro per il soggiorno e il nutrimento. Ora però, con meraviglia del direttore della prigione, dichiarò che non sarebbe andato. E non avrebbe più compiuto le funzioni di boia.

“ E hai dimenticato la frusta”- gridò il direttore della prigione.

“ Sia pure la frusta , ma non c’è legge che comandi di uccidere?”.

“ E che? Hai imparato ciò da Stjepan? Si è trovato un profeta in carcere. Ma aspetta…”.

(Denaro falso di Lev Tolstoj. Dalle tenebre alla redenzione)

LA REALTA’ DURA DELLA RUSSIA DELL’OTTOCENTO.

Una storia che vede implicati vari personaggi più o meno legati tra loro da un’unica causa generatrice: una cambiale falsificata. La realtà dura della Russia dell’ottocento. Tra miseria e insurrezioni contadine in cui si muovono i protagonisti. Alcuni di loro “abbruttiti” da condizioni estreme di vita. Ma per ognuno di loro c’è la redenzione. Attraverso una riflessione profonda che fa capo proprio a Stjepan Pelaghèjusckin, feroce assassino. Il più temuto fra tutti, ed è proprio lui a cadere per primo sotto i colpi del rimorso. Di una coscienza in subbuglio che lo conduce ad un fulmineo pentimento e alla salvifica rinascita interiore.

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